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Martedì, 7 Dicembre 2021
Cronaca

Tac spostata in un reparto a prendere polvere, citati in giudizio gli ex vertici del Civico

La Procura regionale della Corte dei conti ipotizza un danno erariale da 350 mila euro. Nel mirino la decisione presa nel 2015 di trasferire due macchinari dalla Medicina nucleare al nuovo Polo oncologico, ad oggi ancora "non idoneo ad accogliere le attrezzature"

Citati in giudizio gli ex vertici del Civico per avere spostato una Tac e un altro macchinario in un reparto dove sarebbero rimasti a prendere polvere per circa 5 anni, creando un potenziale danno erariale da 350 mila euro. Così ha deciso il pubblico ministero della Procura regionale della Corte dei conti, Marcella Tomasi, per Giovanni Migliore (all’epoca direttore generale e commissario dell’Arnas Civico), Rosalia Murè (direttore sanitario dal 2014 al 2019), Vincenzo Barone (direttore amministrativo dal 2014 al 2018), e Giuseppe Bono (responsabile dell’Unità di gestione tecnica (dal 2014 al 2018).

Dopo un dettagliato esposto anonimo arrivato in Procura nel 2015, i carabinieri del Nas avevano avviato i primi accertamenti. L’obiettivo era quello di chiarire le ragioni che avevano convinto i vertici aziendali a spostare due costose apparecchiature, acquistate con fondi comunitari e utilizzate per gli esami diagnostici e il monitoraggio delle malattie oncologiche, dal reparto di Medicina nucleare al nuovo Polo oncologico, "all’epoca dei fatti - scrive la Procura - in costruzione e non ancora idoneo ad accogliere le attrezzature. Ad oggi il reparto non risulta ancora trasferito, mentre le due apparecchiature si trovano in quei locali, non utilizzate, da circa 5 anni".

La disponibilità dei macchinari avrebbe agevolato i medici dell'ospedale che per lungo tempo hanno dovuto fare a meno della Tac e dell'altro apparecchio, con conseguenze negative sull'enorme mole di esami da eseguire ogni giorno. Il danno per il mancato utilizzo di "un bene strumentale fondamentale per la tutela della salute, ed il relativo disservizio - puntualizza la Procura regionale della Cortei dei conti - derivato alla collettività, ammonta complessivamente a 352.205 euro, contestato solidalmente, a titolo di dolo, a tutti i convenuti, o in via subordinata a titolo di colpa grave secondo la seguente ripartizione: Giovanni Migliore 193.713 euro, Rosalia Murè 70.441 euro, Vincenzo Barone 17.610 euro, a Bono Giuseppe 70.441 euro".

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