Mercoledì, 17 Luglio 2024
Cronaca

All'Ismett 195 trapianti di fegato e 273 di rene in un anno, al via campagna sulla donazione di organi da vivi

L'ospedale nato 25 anni fa da una partnership tra l'Università di Pittsburgh e la Regione punta a sensibilizzare l'opinione pubblica sulla sicurezza e sull'efficacia di questa pratica medica, attraverso le testimonianze dirette dei donatori. La storia di Rosa

Nel 2022, per la prima volta, le donazioni di organi solidi hanno superato quota 1.800 in un anno: sono state complessivamente 1.830 (+3,7%), 1.461 da donatori deceduti e 369 da viventi. Alla luce di questi dati, diffusi dal ministero della Salute, e in occasione della Giornata Nazionale per la donazione degli organi Irccs Ismett-Upmc (Istituto mediterraneo per i trapianti e terapie ad alta specializzazione), l'ospedale nato 25 anni fa da una partnership tra Upmc (University of Pittsburgh Medical Center) e la Regione Siciliana, lancia una campagna di informazione e sensibilizzazionesulla donazione di organida vivente, in particolare di rene e fegato.

Con questa iniziativa l’Ismett, l’unica struttura a praticare il trapianto di fegato da vivente in Sicilia, sia per pazienti adulti che pediatrici, vuole sensibilizzare e educare l'opinione pubblica sulla sicurezza e sull'efficacia della donazione da vivente, opzione alla donazione da cadavere. A fine 2022, l'Istituto contava 195 trapianti di fegato da donatore in vita, e 273 trapianti di rene da donatore. In genere, la donazione in vita avviene tra consanguinei o persone affettivamente correlate.

Caratterizzata dal claim "Chi dona salva la vita degli altri senza cambiare la propria", la campagna fornisce informazioni scientifiche precise e condivide buone pratiche, puntando soprattutto sulla testimonianza diretta di alcuni donatori che con il loro gesto hanno salvato vite umane, dimostrando che la pratica è sicura per il donatore, la cui vita torna alla normalità in poche settimane, e altamente efficace per il ricevente. Si consideri poi che questo tipo di operazione, per esempio nel caso del fegato, avviene contemporaneamente nel ricevente e nel donatore, limitando al minimo i tempi di ischemia dell’organo e minimizzando i rischi. 

Attraverso video e immagini, Irccs Ismett-Upmc dà quindi spazio alle storie di persone e pazienti reali, raccolte nel sito dedicato al progetto per un racconto senza filtri sui benefici e i bassirischi dell’operazione. 

"Stimolare una riflessione attorno al tema e diffondere informazioni corrette riguardo l’espianto di organi da donatore in vita - ha dichiarato Angelo Luca, direttore di Irccs Ismett-Upmc e Vp Health services, scientific and medical director, Upcm Italy - è per noi una priorità e rientra nella visione di Ismett e di tutta la rete Upmc. Da anni, infatti, lavoriamo in sinergia con i centri per incentivare pratiche sicure, innovative, efficaci ed efficienti che possano migliorare la vita e la salute delle persone. La campagna nasce proprio con l’obiettivo di dare voce alle persone che hanno donato per accendere un faro su questa pratica medica, mostrandone la sicurezza e i benefici".   

La storia di Rosa: "Ho donato il fegato a mio padre"

Rosa, una donatrice, racconta: "Ho donato parte del fegato a mio padre. Lui ha dato la vita a me e io l’ho data a lui. E' sempre stato il mio eroe, da bambina nei weekend lo accompagnavo al lavoro, mi piaceva così tanto guardarlo mentre imbiancava i muri che senza accorgermene ho imparato a farlo. Ci siamo ricoverati una domenica d’aprile, avevo ventitré anni e un figlio di un anno, lui ne aveva quarantacinque. Prima di entrare volevo dirgli 'ti voglio bene', ma non ci sono riuscita e allora gli ho detto 'ci vediamo dopo'. Gli ho donato il 56% del mio fegato".

"Dopo l’operazione - conclude Rosa - ero spaventata, temevo che avrei avuto problemi. Però, proprio mentre pensavo a queste preoccupazioni, un ragazzo ha bussato alla porta. Non mi conosceva ma era venuto a darmi sostegno, aveva donato il fegato poco tempo prima e voleva rassicurarmi. Quel gesto è stato importantissimo, sono qui a raccontare la mia storia perché spero di potere restituire ciò che quel ragazzo ha fatto con me".

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