Sabato, 24 Luglio 2021
Cronaca

All'Ismett due trapianti di rene da donatore a cuore fermo: "Al Sud è la prima volta"

Gli organi arrivano dal Piemonte e sono stati ricevuti da due pazienti siciliani, affetti da insufficienza renale cronica e sottoposti a dialisi, che stanno bene. Il direttore Angelo Luca: "L'obiettivo è utilizzare sempre di più organi che altrimenti dovrebbero essere scartati”

Eseguiti all’Irccs Ismett due trapianti di rene prelevati da un donatore a cuore fermo. E' la prima volta che questo tipo di intervento viene effettuato in una struttura del Sud d'Italia. Gli interventi risalgono alla scorsa settimana e sono potuti avvenire grazie ad una donazione in Piemonte. A ricevere gli organi sono stati due pazienti siciliani, affetti da insufficienza renale cronica e sottoposti a dialisi. Le condizioni dei due pazienti sono buone, entrambi stanno recuperando attraverso un regolare decorso post-trapianto.

“L’utilizzo di organi da donatori a cuore non battente e le tecniche di “ricondizionamento” degli organi - spiega  Angelo Luca, direttore dell’Irccs Ismett - rappresenta la nuova frontiera dei trapianti. Ismett è da alcuni anni impegnato in tali attività. Nel 2015, per la prima volta in Europa, è stato eseguito un trapianto di polmone bilaterale con organi ricondizionati con tecnica di perfusione extra-corporea. Nel 2016 sono stati eseguiti due trapianti di fegato con organi ricondizionati, oggi è la volta dei reni. L'obiettivo è utilizzare sempre di più organi che altrimenti dovrebbero essere scartati, aumentare il numero dei pazienti che possono essere trapiantati, ridurre la mortalità in lista di attesa”.

Da punto di vista tecnico, la procedura è possibile grazie alla perfusione dell’organo. "Dopo il prelievo - spiegano dall'Ismett - il rene viene riperfuso con un apposito device in condizioni di ossigenazione, pressione e temperatura controllate. Nel caso degli organi trapiantati in Ismett, il metodo della perfusione d’organo extra-corporea ha consentito di trasportare gli organi in aereo dal Piemonte alla Sicilia, mentre venivano perfusi con una macchina portatile".  

“Grazie alle attuali procedure sia prima che dopo il prelievo – sottolineano Salvatore Gruttadauria, direttore del Dipartimento per la cura e lo studio delle patologie addominali e dei trapianti addominali, e Salvatore Piazza, responsabile del programma di trapianto di rene - la qualità degli organi donati da un paziente a cuore fermo è la stessa rispetto a quella degli organi prelevati a cuore battente".

La Sicilia è la quinta regione italiana, dopo Lombardia, Piemonte, Toscana ed Emilia Romagna ad aderire al Programma del Centro nazionale dei trapianti sui trapianti d’organo prelevati da donatori a cuore non battente. Nel nostro Paese, la donazione “a cuore fermo” è regolata dalla stessa normativa della donazione da donatore in cui la morte è accertata con criteri neurologici, ovvero in morte cerebrale (sei ore di osservazione da parte della commissione che deve accertare la morte). Una volta accertata la morte, il prelievo di organi da un donatore a cuore fermo a scopo di trapianto si presenta come una procedura complessa dal punto di vista organizzativo, a partire dal sistema di emergenza sanitaria territoriale e dalle equipe di medici e operatori sanitari coinvolti nelle diverse procedure.


 

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