Cronaca

Tram, altro giro altra fermata: da oggi lavoratori in sciopero

La Sis, che vanta un credito di 29 milioni dal Comune, ha avviato le procedure di licenziamento per 120 operai. I sindacati hanno proclamato lo stato di agitazione. E così a sei anni dall’inizio dei lavori l’opera rischia di essere l’ennesima incompiuta

Altro giro, altra fermata. Come previsto è arrivato il momento in cui i lavoratori del tram hanno detto basta. I sindacati Filca Cisl, Fillea Cgil e Feneal Uil hanno proclamato lo stato di agitazione e oggi è previsto un primo sciopero con presidio davanti al deposito della Sis, la ditta incaricata dei lavori, in viale Mauro De Mauro, a Borgo Nuovo.

E adesso il caso del tram rischia di sfiorare il paradosso. A 6 anni di distanza dall’avvio dei lavori la Sis, società che ha vinto l’appalto per la realizzazione delle tre linee, ha avviato le procedure di licenziamento per 120 operai, ma includendo anche gli impiegati dell’indotto, sono a rischio oltre 300 stipendi. Il motivo è da cercare nel credito di 29 milioni vantato dall’azienda per i lavori già svolti per il Comune.

Eppure ad aprile questo rischio sembrava scongiurato. Comune e Regione avevano firmato la convezione per il trasferimento dei fondi (89 milioni) per la perizia di variante. In pratica si tratta di una variante sul progetto originario. E cioè ulteriori lavori sul tratto che sorvola il fiume Oreto, i rischi idrogeologici, l’espropriazione di alcuni terreni. Che ha fatto schizzare il costo totale dagli originari 216 milioni agli oltre 300 milioni.

Variante che però la Corte dei Conti però non ha mai autorizzato. Così il 25 aprile il Tribunale di Palermo sospendeva l’esecutività del decreto ingiuntivo che la Sis aveva presentato nei confronti dell’Amat per un importo di circa 29 milioni di euro, motivato dai ritardi nei pagamenti. Alla luce della sentenza la Sis dichiarava la propria difficoltà nel proseguire i lavori oltre la data del 24 maggio a causa della mancanza di liquidità.

A poco sono serviti una serie di incontri tra tutte le parti in causa: Regione, Comune, azienda e Amat, che del tram è la stazione appaltante, e sindacati. Ognuno è rimasto nelle proprie posizioni. A poco (o nulla) è servito il fatto che qualche giorno fa l’Amministrazione si era detta disponibile a mettere sul piatto una cifra oscillante tra i tre e i cinque milioni di euro per permettere alla Sis di proseguire i lavori per alcune settimane. L’azienda sembrava aver accolto favorevolmente l’intento di Palazzo delle Aquile, ma non è stato così: durante la riunione di ieri con i sindacati, il consorzio ha confermato le procedure di licenziamento, scatenando la serrata dei lavoratori.

E quindi tutto è praticamente fermo un anno. Linee completate al 70%, Palermo piegata in ginocchio dal traffico, perché la città è un’enorme serpentone di cantieri. Eppure il primo vagone sbarcò al porto il 18 maggio di due anni fa, consegnato con puntualità dalla sede austriaca del colosso Bombardier. La prima linea prometteva venti minuti da Brancaccio alla stazione Notarbartolo, un percorso che oggi si compie in almeno un’ora. E dire che il primo passeggero sarebbe dovuto salire a bordo un mese fa. Mentre la terza e ultima linea avrebbe dovuto essere completata nel 2014.

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