Cronaca

Manca il documento della figlia, imbarco sul traghetto negato a una famiglia: "Il fratello autistico è andato in crisi"

La disavventura dei genitori, con un ragazzo disabile, che dovevano salire a bordo del Napoli-Palermo per far ritorno a casa. Il racconto del padre Antonio Riggio: "Avevamo la fotocopia della carta d'identità di mia figlia, di 3 anni, la legge permette di fare un'autocertificazione". Sulla vicenda presentata un'interrogazione parlamentare

Avevano i biglietti del traghetto da Napoli a Palermo. Pensavano di imbarcarsi, di mangiare patatine a bordo, guardare il mare e dormire in cabina. Ma quello che sarebbe dovuto essere un viaggio divertente si è trasformato in un incubo. Il presidente di Autismo in Movimento, il palermitano Antonio Riggio, e la sua famiglia sono rimasti a terra perchè la figlia più piccola, 3 anni, non aveva il documento di identità, ma solo una fotocopia. La Tirrenia ha rifiutato l'autocertificazione che il papà della piccola e di altri due figli - Gaetano, diciannovenne autistico grave, e Francesco - avrebbe voluto fare per risolvere il cavillo burocratico. 

"Mi hanno negato il diritto - dichiara Riggio a PalermoToday - di far valere l'autocertificazione, introdotto anche tra privati dal decreto semplificazioni. Parliamo tra l'altro di un'autocertificazione fornita dalla stessa compagnia che la allega al biglietto". Il presidente di Autismo in Movimento non si dà ancora pace: "Gaetano ha avuto delle crisi importanti quando ci hanno impedito l'imbarco perchè - racconta - io lo avevo preparato alla partenza, gli avevo annunciato tutte le cose belle che avremmo fatto a bordo. In situazioni come queste, quando c'è di mezzo anche un soggetto autistico - tuona - prima di prendere qualsiasi decisione, bisogna pensare alle conseguenze. Io non lo so - prosegue preoccupato - se quello che è accaduto avrà delle ripercussioni sul futuro: vorrà più prendere la nave?".

"L’articolo 2 delle condizioni generali di trasporto passeggeri e veicoli al seguito - replicano dalla compagnia - è chiaro: senza indentificazione per sicurezza non si può salire". "In ottemperanza alla normativa in materia di Security, i nominativi dei passeggeri, i dati circa i documenti di identità, la marca, il tipo e la targa dei veicoli indicati sul biglietto - recita l'articolo 2- devono necessariamente corrispondere ai passeggeri ed ai loro veicoli in partenza. In caso contrario l’accesso ai varchi portuali e all’imbarco sarà rifiutato". "I passeggeri di età inferiore a 14 anni - continua la compagnia - , come recita l'articolo 17, devono viaggiare accompagnati da passeggeri adulti e devono essere in possesso del documento d’identità individuale in corso di validità, in accordo alle disposizioni del Regolamento CE n. 2252/2004".

Secondo Riggio si poteva e doveva trovare una soluzione ragionevole e lui ci ha provato: "Ho chiesto di parlare con il comandante, ma mi è stato negato. Ho chiamato la polizia, che mi ha liquidato dicendo che non potevano fare nulla". Davanti all'ennesimo no però ha perso le staffe: "A quel punto ho forzato il varco e sono entrato nell'area di imbarco. Mi è stato detto che ho commesso un reato e hanno chiamato la polizia. Io ero contento, speravo servisse a qualcosa". Così non è stato: "Hanno negato l'imbarco a me e alla mia famiglia nonostante gaetano fosse in evidente stato di agitazione. Si sono limitati a dire: ci dispiace per suo figlio. Non mi hanno dato nessuna assistenza in una città che non è la mia. Io mi sono sentito veramente abbandonato dalla Stato". Riggio non riesce a spiegarsi il senso di quanto accaduto. "Non posso salire a bordo perchè mia figlia non può essere identificata però - si domanda - mi fanno andare via con lei? Che senso ha?".

Riggio e la sua famiglia provenivano da Roma dove avevano partecipato ad una manifestazione per denunciare i diritti negati delle persone affette da autismo. "Sono stato promotore di questa protesta autorizzata e siamo anche stati ricevuti a Montecitorio dove abbiamo portato un documento con 17 punti. Precedentemente, sullo stesso tema, abbiamo anche lanciato su Change.org la petizione 'L'autismo c'è, i diritti mancano" che ha raccolto 12 mila firme in un mese". Ed è proprio grazie ad una delle famiglie partecipanti che a Napoli ha trovato un aiuto. "Dopo decine di chiamate fatte per trovare un posto dove dormire non trovando niente ho contatto un napoletano presente alla manifestazione che ci ha ospitato per cena. Gaetano e Francesco sono rimasti lì per la notte mentre io, mia moglie e la bimba di tre anni abbiamo dormito in auto. Il giorno dopo mi sono messo alla guida e sono partito. Una volta giunto a Palermo ho dato mandato a un avvocato per agire per le vie legali contro la compagnia che non ha offerto nemmeno il rimborso del biglietto ".

Della vicenda si è occupata anche la politica. Il leader della Lega Matteo Salvini ha twittato: "Una famiglia con un ragazzo autistico, Gaetano, non è stata fatta salire a bordo di un traghetto in partenza da Napoli verso Palermo, con la scusa di problemi burocratici. Vergogna! Ogni giorno sbarcano centinaia di clandestini, ma poi succedono episodi come questi. Solidarietà al presidente di Autismo in Movimento, Antonio Riggio, padre del giovane bloccato a terra. La Lega è al fianco di queste famiglie: non ci stancheremo mai di combattere per garantire loro sostegno e dignità".

Piena solidarietà anche dal deputato dell'Ars Vincenzo Figuccia: "Un fatto inaudito con l’aggravante dei futili motivi, infatti, sarebbe stato negato l’imbarco alla figlia più piccola di Antonio che non aveva il documento di identità, ma solo una sua fotocopia e di conseguenza all’intero nucleo familiare. Oltre alla mancanza di sensibilità e la palese violazione delle normative riguardanti le persone con disabilità, assistiamo ad una totale indifferenza giornaliera delle istituzioni nei confronti dei soggetti più deboli. Farò tutto quello che rientra nelle mie prerogative di parlamentare - conclude - per fare luce sui gravi fatti accaduti alla famiglia di Antonio, in modo da evitare che si possano ripetere in futuro".

Presentata anche dal senatore Vincenzo Maurizio Santangelo, del Movimento 5 stelle, un'interrogazione parlamentare al ministro delle Infrastrutture: "ll grave inconveniente ha causato un profondo stato di agitazione nel familiare disabile e la drammaticità dei momenti vissuti rischia di provocare ulteriori ripercussioni in termini di stress psico-fisico. Quel che è più grave è che oltre al possibile mancato  rispetto della normativa vigente, sia stata ignorata ogni norma di buonsenso e di umanità nei confronti di un soggetto particolarmente  vulnerabile. Pertanto ho chiesto al Ministro di far luce su questa vicenda al fine di valutare eventuali profili di responsabilità da parte del vettore".
 

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