Cocaina a fiumi dal Belgio fino a Palermo, in aula carabiniere parla delle trasferte del clan

Così un appuntato in servizio a Brescello, in Emilia Romagna, rispondendo al pubblico ministero della Dda di Palermo Claudio Camilleri: "I colleghi di Agrigento ci avevano chiesto di intercettare alcuni indagati e abbiamo predisposto un servizio di osservazione nei confronti di due persone"

Il carico di droga sequestrato

"Up and down”, vale a dire “su e giù”. Un traffico di cocaina sull’asse Belgio-Favara passando per Palermo. La droga, sostiene l’accusa, arrivava dal Belgio alla Sicilia facendo un giro lunghissimo e i componenti della presunta organizzazione si spostavano per acquistarla o, semplicemente, contrattarne prezzo e quantitativo.

“I colleghi di Agrigento – ha detto ieri in aula un appuntato dei carabinieri in servizio a Brescello, in Emilia Romagna – ci avevano chiesto di intercettare alcuni indagati e abbiamo predisposto un servizio di osservazione nei confronti di due persone”. Il carabiniere non fa i nomi degli indagati. Dagli atti dell’inchiesta, tuttavia, si evince che si tratterebbe del favarese Carmelo Fallea, uno dei personaggi principali dell’inchiesta, e di un altro favarese, coinvolto in altre vicende giudiziarie ma non in questa.

“Li abbiamo visto intrattenersi con un pachistano e discutere. Non c’è stata alcuna consegna nella circostanza. Abbiamo fatto una relazione di servizio – ha aggiunto il carabiniere rispondendo al pubblico ministero della Dda di Palermo Claudio Camilleri – e l’abbiamo trasmessa ai colleghi che stavano indagando”.

Per gli inquirenti si tratterebbe di uno dei tanti viaggi che l’organizzazione faceva per programmare il trasporto dei carichi di droga. Il pm aveva chiesto di rinunciare all’audizione di un altro carabiniere che ha preso parte al pedinamento in Emilia Romagna ma l’avvocato della difesa Giovanni Castronovo (nel collegio anche i legali Daniela Posante, Salvatore Pennica, Tanja Castronovo, Angelo Nicotra, Salvatore Virgone e Angela Porcello) non hanno dato il consenso: di conseguenza sarà ascoltato nella prossima udienza. 

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Non solo coca. Secondo l’accusa l’hashish veniva acquistato a Palermo, mentre la cocaina, una volta al mese, direttamente in Belgio, nascosta all’interno di pacchi spediti, ovviamente con destinatario e mittente fasulli, tramite le diverse società di trasporti e traslochi che regolarmente compiono viaggi da e per il Belgio a favore soprattutto dei molti emigrati favaresi. E' stato proprio il percorso che seguiva lo stupefacente verso il basso dal nord Europa all’Italia a dare il nome all’indagine “Up & Down”. Giunti a destinazione i pacchi venivano - ricostruisce l'accusa - ritirati direttamente al deposito degli spedizionieri, che fungevano, del tutto ignari, da corrieri.

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