Cronaca

Facevano "viaggiare" la cocaina dalla Lombardia a Palermo: 5 condanne

Si tratta del processo nato dall'operazione "Dead dog" compiuta lo scorso anno dalla polizia. Due imputati avrebbero gestito le operazioni nell’hinterland milanese, uno faceva da corriere, mentre gli altri due curavano lo smercio in città e nel resto della Sicilia

Tutti condannati, con pene comprese tra 10 e 6 anni di carcere. Si è chiuso così il processo nato dall'operazione antidroga condotta lo scorso anno dalla polizia e che ha portato all'arresto di cinque persone accusate di traffico di cocaina dalla Lombardia a Palermo, passando per la Calabria. Il gup Maria Cristina Sala ha inflitto 10 anni a Omar Ribaudo e Salvatore Ficarotta; 8 anni a Luciano Virzì; 6 anni e 4 mesi a Paolo Rizzo; 6 anni e 2 mesi a Francesco Graffeo.

L’operazione era stata chiamata “Dead Dog”, dall’espressione utilizzata da parte di una persona coinvolta nel giro di droga, nei confronti di Ribaudo (“Muriu u cani”). Secondo l'accusa Ribaudo - rintracciato e catturato a Como dalla squadra mobile locale - gestiva le operazioni dall’hinterland milanese: pianificava e organizzava lo smercio della coca, fino a Villa San Giovanni. Toccava a Ficarotta concludere il "percorso". Il corriere del gruppo criminale era Luciano Virzì, di Medaglie D’Oro (già arrestato nel 2014 a Palermo perché trovato in possesso di 1.700 chili di cocaina, appena ritirati a Villa San Giovanni). Agivano invece a Palermo e nelle altre città siciliane Paolo Rizzo e Francesco Graffeo, del Villaggio Santa Rosalia (pizzicati mentre trasportavano cocaina a Caltanissetta)". I due - il 7 dicembre 2015 - erano stati fermati sulla Palermo-Catania, all'altezza di Scillato, trovati in possesso di droga e poi arrestati dopo la perquisizione dell'auto e in casa.

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