Auto in quadrupla fila, posteggiatori padroni: benvenuti nella giungla del Policlinico

Mentre all'interno l'università annuncia interventi stellari da 50 milioni di euro, dall'altra parte c'è l'inferno. Un immenso garage all'aperto dove le ambulanze passano a fatica. A dirigire l'orchestra un numero imprecisato di parcheggiatori abusivi

Auto posteggiate al Policlinico - foto Bisconti

"Vada". "La posso lasciare qua?". "Faccio un minuto devo ritirare gli esami a Ginecologia". "Indietro". "Un attimo solo". "Vada indietro". "Sta uscendo la Citroen". Saluti e baci. Ore 11 di una mattina qualunque nella zona del Policlinico, sull'asse di via Parlavecchio, via Giuffrè e via Giordano Alfonso. Saluti e baci, c'è un posteggiatore con le mani incrociate dietro la schiena e fischietto sempre in bocca. Benvenuti nell'immenso garage a cielo aperto del Policilinico.

Mentre all'interno l'università annuncia interventi stellari da 50 milioni di euro, con tunnel e nuovi strumenti di ultima generazione. Insomma, di là c'è il secondo più grande cantiere della città. Dall'altra parte c'è l'inferno. E' tutto vecchio. Autoambulanze intrappolate, sirene che suonano. Abitudini consolidate: gli automobilisti imprecano, i posteggiatori fischiano. Piazza delle Cliniche è un groviglio di lamiere. Sportelli che si aprono, clacson che suonano. Traffico, targhe, scooter, auto che si mettono in moto.

A dirigere l'orchestra è un posteggiatore sulla quarantina. Capelli già bianchi, fare guardingo ma sicuro. Tutto passa dal suo fischietto dai suoi ripetuti "vada" urlati sia a distanza che ravvicinati. In realtà i posteggiatori sono tanti. Sei, forse sette, divisi in tre aree diverse. Nel giro di 200 metri ci sono 150 macchine posteggiate "illegalmente".

L'esaltazione della solita cattiva abitudine di mettere l'auto dove capita il più vicino possibile al posto dove andare trova posto nello spiazzo all'incrocio tra via Giuffrè e via del Vespro. Caos alle stelle. "E' sempre così - dice Giovanni Monzù, un signore sulla sessantina d'anni -. Ma i vigili dove sono?".

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Il paradosso in via Giordano Alfonso. Davanti al reparto di Ginecologia un cartello di divieto di sosta è come se fosse un'oasi de deserto: nel senso che tutti lo vedono ma a tutti sembra un miraggio, così viene beatamente ignorato. Con le auto che vengono posteggiate in terza e quadrupla fila da un lato della carreggiata, "solo" in seconda dall'altro. Nel mezzo due metri "scarsi" dove le ambulanze passano a fatica. Se qualcuno avesse bisogno di raggiungere il reparto con una sedia a rotelle? Basta chiamare l'elisoccorso. Qua a gestire il traffico ci sono due posteggiatori in età quasi da pensione. Esperti, smaliziati, fischiano e urlano. "E' un budello - spiega Maurizio Sciortino - dove comandano i posteggiatori. Spesso succede che le ambulanze arrivino ma non riescono a uscire. Troppe auto, è un inferno". Sì, è un inferno.

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