Lunedì, 14 Giugno 2021
Cronaca Via Impastato Peppino

Terrasini, acquisizione Torre Alba: Fanara non molla e chiede 8 milioni di euro

La famiglia proprietaria non ha intenzione di svendere il bene e invita il Comune a rinunciare: "Nessuno obbliga l'amministrazione ad acquisire il complesso"

Torre Alba

Continua la scontro per l'acquisizione di Torre Alba tra la famiglia proprietaria, i Marsala Fanara, e il Comune di Terrasini.

Il signor Sergio non solo non condivide le motivazioni che l'amministrazione addita per tenere per sé il bene ovvero l'interesse pubblico ma non ha nemmeno nessuna intenzione di svenderlo. Chiede otto milioni di euro e lascia intuire che la cifra non è trattabile.

“Questo è un bene storico unico nel suo genere e non paragonabile a nessun altro sia per ubicazione sia per pregio intrinseco. Qualsivoglia altra valutazione, sarà priva di fondamento perché priva di elementi di qualsivoglia raffronto", scrive in una lettera  inviata al sindaco Massimo Cucinella, alla sua giunta, alla procura della Corte dei Conti della Regione Sicilia, alla procura della Repubblica di Palermo, al Comando generale della Guardia di Finanza e al collegio rei revisori dei sindaci del comune di Terrasini.

L’acquisizione – continua - comporta la corresponsione ai germani Marsala Fanara - in base a note norme che governano il regime delle espropriazioni peraltro applicate al caso dalla recente sentenza del T.A.R. che ha riconosciuto la proprietà in capo a costoro - del valore che il bene ha in una libera contrattazione di mercato; e di certo il valore di mercato non sarà inferiore alla stima già effettuata per conto dei proprietari”.

“Ripeto ancora una volta: nessuno qui obbliga l’amministrazione ad acquisire il complesso immobiliare poiche è in vostra astratta potestà; ma ciò comporterà ad avviso di chi scrive conseguenze di non poco conto sopratutto in tema di responsabilità a diverso titolo da parte degli organi amministrativi del Comune nella funzione di amministratori della cosa pubblica. La via di uscita da questo ginepraio esiste  e l'ho indicata: rinunciate all’acquisto. Non esiste un solo valido motivo socio-economico che vi porti all’acquisto di questo immobile”, prosegue Sergio Marsala Fanara.

“Un esborso di 8 milioni di euro non avrà poche conseguenze nel bilancio comunale di questa cittadina e le Procure, e soprattutto il collegio dei Revisori, a cui questa lettera è inviata per conoscenza, per certo vigileranno, sul corretto comportamento di questa amministrazione sull’uso corretto del denaro pubblico. Senza dimenticare ancora quanto sarà dovuto a titolo di danni, rivalutazione monetaria ed interessi per occupazione abusiva, nel ventennio precedente, come da sentenza del TAR sopra indicata. E che dire poi del patto di stabilità e delle conseguenze cui questa amministrazione andrà incontro nel caso dovesse superare i limiti imposti dalle norme vigenti in materia. E' opportuno investire 8 milioni di euro in un’opera priva di qualsivoglia redditività e priva di ogni significato storico, se non per i Marsala Fanara?”, conclude la lettera.

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