Torna in classe la professoressa sospesa, ma il caso rischia di finire in tribunale

La docente dell'istituto Vittorio Emanuele III era stata sospesa dal provveditore Marco Anello per omesso controllo su un video mostrato in classe, durante una ricerca, in cui gli studenti paragonavano le leggi razziali al Decreto sicurezza

La professoressa Rosa Maria Dell'Aria

Applausi e un mazzo di 15 rose rosse, una per ogni giorno di sospensione dalle lezioni. E' stata accolta così in classe oggi, al termine della sua sospensione durata due settimane, la professoressa palermitana Rosa Maria Dell'Aria. La docente dell'istituto Vittorio Emanuele III era stata sospesa dal provveditore Marco Anello per omesso controllo su un video mostrato in classe, durante una ricerca, in cui gli studenti paragonavano le leggi razziali al Decreto sicurezza.

La prof torna a scuola e si commuove | Video

La docente è tornata a scuola alla prima ora e la sua prima frase è stata: ''Oggi è una giornata bellissima. Ritorno in classe per insegnare ai ragazzi a pensare e ad essere onesti e rispettosi delle istituzioni delle leggi". Alla domanda cosa insegnerà agli alunni ha detto: "A non essere indifferenti e a prendersi cura dell'altro".

I legali della donna, tra cui il figlio Alessandro Luna, fino a ieri hanno ribadito di volere andare avanti perché, nonostante l'incontro con il ministro Matteo Salvini e il ministro Marco Bussetti, non si è registrata alcun cambiamento. "Sebbene avessimo richiesto un chiarimento definitivo della posizione della docente - afferma Luna - e considerato che il ministero non ha ancora ritenuto opportuno esplicitare per le vie ufficiali che la sanzione comminata è illegittima, a questo punto in assenza di elementi di novità nei prossimi giorni saremo costretti a depositare il ricorso al tribunale di Palermo".

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La professoressa chiede che venga riconosciuto che il suo operato non ha violato le regole: "Non vorrei che passasse un messaggio sbagliato - ha derto la prof nei giorni scorsi - cioè che si è trattato di un atto di clemenza o grazia nei miei confronti, perché se è stato riconosciuto ai più alti livelli che sono esente da colpe la mia unica richiesta è che ufficialmente sia dichiarata la mia estraneità e che la sanzione inflittami è ingiusta".

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