Cronaca

Caso Giaccone, fine del calvario: torna al lavoro la figlia medico ucciso

Era andata in pensione coi benefici della legge concessi alle vittime di mafia. Poi la revoca e la sospensione da parte dell'inpdap. Ora tornerà a indossare il camice

Arriva la fine di una calvario. La dottoressa Milly Giaccone da lunedì prossimo 2011 tornerà a lavorare come dirigente medico nell’azienda ospedaliera Villa Sofia–Cervello. E’ stata, infatti, appena firmata la delibera di riassunzione a favore della figlia del medico legale Paolo Giaccone ucciso dalla mafia nel 1982 perché si rifiutò di “aggiustare” una perizia che incastrava i killer di una strage.

Una decisione presa dalla dirigenza dell’azienda in attesa che la prefettura riceva dal Ministero degli Interni i chiarimenti, richiesti anche dall’inpdap, sulla situazione della dottoressa. Alla Giaccone era stata riconosciuta, infatti, dall’ente di previdenza per i dipendenti pubblici, la pensione anticipata concessa alle vittime di mafia. Dopo alcune verifiche, però, era emerso che in realtà il privilegio era riservato solo alle vittime di stragi terroristiche anche di stampo mafioso. Da qui la sospensione da parte dell’inpdap dell’assegno pensionistico e la richiesta di chiarimenti al ministero. In sostanza niente più lavoro, né vitalizio. Un inferno per chi ha due figli e per due mesi non riceve alcun sostegno.

“Abbiamo seguito fin dal primo momento con estrema cura ed attenzione – dice Salvatore Di Rosa, direttore generale dell’Azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello - il caso della dottoressa Giaccone che finalmente potrà tornare a lavorare in Azienda. Siamo contenti di riaccoglierla tra noi”.
 

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