Cronaca Tribunali-Castellammare / Via Alessandro Paternostro, 46

Bar Garibaldi, titolare denunciato attacca i vigili: "Provocatori, controllare chi controlla"

Il proprietario del locale di via Paternostro riporta la sua versione dei fatti a distanza di una settimana dalla "rovente" notte culminata con la maxi multa e la denuncia per minacce a pubblico ufficiale e per danneggiamento all'auto di servizio. "I carabinieri? Li ho chiamati io..."

I vigili si sono presentati con un "atteggiamento dichiaratamente ostile ed è ora di controllare chi fa i controlli". E' il duro attacco del titolare del Bar Garibaldi che a PalermoToday riporta la sua versione dei fatti a distanza di una settimana dalla "rovente" notte culminata con la multa di 1.700 euro e la denuncia per oltraggio, violenza, minacce a pubblico ufficiale e per danneggiamento aggravato all'auto di servizio. Sono stati momenti di tensione quelli vissuti lo scorso weekend in via Alessandro Paternostro, uno dei punti di riferimento della movida palermitana. "Durante gli accertamenti - era stata l'accusa del comando della polizia municipale - il titolare del pub ha prima tenuto un comportamento irriguardoso nei confronti degli agenti, per poi tentare di contrapporsi a loro fisicamente, fino a scagliarsi contro l'auto di servizio, danneggiandola gravemente".

Minaccia i vigili e danneggia auto di servizio: denunciato titolare del Bar Garibaldi

Adesso il titolare del pub cerca di ricostruire ciò che è successo e passa all'attacco: "Se gli avvenimenti fossero quelli che sono stati descritti allora probabilmente si potrebbe pensare che il mio locale sia un luogo di illegalità, dove ogni sorta di attività commerciale è condotta in maniera fraudolenta e spregiudicata. Un luogo in cui si è pronti a tutto, persino al ricorso alla violenza nei confronti di un normale controllo di polizia municipale, per affermare l’avversione alle regole e la totale assenza di rispetto per le norme. Per fortuna nostra ed anche di quanti hanno frequentato e frequentano il Bar Garibaldi questo disegno grigio a tratti di cronaca nera, non solo non rappresenta fedelmente quanto accaduto ma lascia ampio spazio a non pochi dubbi sulla legittimità di quanto operato dagli agenti della polizia municipale e sulla corretta attuazione di una modalità di controllo degli esercizi commerciali che meriterebbe un approccio più sereno e obiettivo".

Quindi l'affondo: "Una squadra del Caep si è presentata senza essersi minimamente preoccupata, pur avendone la possibilità e pur dovendosi teoricamente attenere a precise previsioni regolamentari e procedurali, di verificare la sussistenza di autorizzazioni e licenze, con un atteggiamento dichiaratamente preconcetto e ostile. Lì ha trovato la nostra legittima indignazione nel sentirci dire che non vi era tempo per leggere ‘le carte’ o verificare alcunché visto che le violazioni erano evidenti nonostante ben quattro diverse Scia, due registrazioni sanitarie, due pratiche di occupazione di suolo pubblico, il pagamento degli oneri concessori, eccetera. Indignati, come chiunque altro si senta soverchiato da un esponente della pubblica amministrazione abbiamo preso parte ai controlli, come da nostro preciso diritto e dovere, in un clima ingiustificatamente difficile e a tratti persino immotivatamente ostile".

Il titolare del Bar Garibaldi parla di atteggiamento provocatorio. "Se poi a un modo di procedere sicuramente non condivisibile si aggiunge un fare provocatorio e un rifiuto anche solo a verbalizzare le dichiarazioni di chi il controllo lo sta ricevendo, allora è fin troppo naturale che gli animi si possano esacerbare ed accendere senza però che si possa supporre la sussistenza di una condotta violenta, del resto basti scrivere che a invocare l’intervento dei carabinieri mediante chiamata al numero di emergenza 112 siamo stati noi stessi".

A proposito delle autorizzazioni, arriva la precisazione: "Ci contestano la mancata comunicazione inizio attività e il mancato conseguimento della autorizzazione sanitaria. Niente di più inverosimile visto che abbiamo ben 4 Scie autorizzative. Occupazione abusiva del suolo pubblico per oltre 80 metri quadrati e violazione del regolamento dehors? Chi conosce il bar e lo ha visto in una qualunque serata sa perfettamente che occupiamo con i nostri arredi (panche, fioriere, ombrelloni) poco meno di 20 metri quadrati antistanti il locale; ovviamente se poi gli accertatori ritengono che costituisca occupazione anche la presenza dei clienti e dei passanti nel resto della area pedonale allora la ipotizzata misura e la connessa sanzione – frettolosamente contestata – suscita indignazione e, a mente fredda, ilarità. L'accusa di avere divelto il basolato? Pensare di ascrivere a noi anche l’esito infelice di un intervento realizzato dall’Amap, dietro richiesta di un privato, che molti mesi addietro ha lasciato le basole, dapprima rimosse per effettuare gli scavi, malamente ricollocate è davvero troppo. Che ragione avremmo mai potuto avere per accanirci su un metro quadro di basolato e lasciarlo mal collocato in modo da generare una situazione di pericolo distante comunque oltre dieci metri dal nostro ingresso principale? La mancanza dell’etilometro - continua - è l’unica manchevolezza".

Quindi la conclusione: "Ci domandiamo, a fronte del polverone sollevato, se non sia arrivato il momento di controllare i controllori e se non sia arrivato il momento anche di coadiuvare piuttosto che vessare chi, rispettando le regole e non pagando il pizzo alla mafia, riesce a creare lavoro per sé e per altri. Ci auguriamo che questa nostra piccola e spiacevole vicenda rappresenti l’occasione affinché si faccia chiarezza su vari episodi che, simili a questo, hanno visto involontari protagonisti tanti esercenti ingiustamente additati, soprattutto davanti all’opinione pubblica, di operare nell’illegalità quando invece è chi li verifica che non sembra agire in maniera adeguata e corretta".


 

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