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Infermieristica, tirocini al via: ma oltre 200 studenti del secondo anno senza un'ora di pratica

A causa della pandemia la scuola di Medicina e chirurgia ha dovuto rimodulare le attività dando priorità ai laureandi. Così i colleghi si sono ritrovati con un deficit di circa 800 ore. Lo sfogo di uno di loro a PalermoToday: "Devo curare la gente, ma ancora non ho mai indossato la mia divisa". Il presidente Ciaccio rassicura: "Recupereranno tutto"

Dopo mesi di attesa, oggi alcuni studenti del corso di infermieristica inizieranno il tirocinio formativo. Sarebbe tutto bellissimo se non fosse che si tratta di iscritti al secondo anno con circa 800 ore di pratica da recuperare. A causa della pandemia la scuola di medicina e chirurgia, infatti, ha dovuto rimoludare le attività dando priorità agli studenti del terzo anno che rischiavano di non laurearsi. Oltre a dover vaccinare contro il Covid tutti i 700 iscritti per consentirgli di svolgere la pratica in sicurezza e, contemporaneamente, non mettere a repentaglio la sicurezza dei pazienti ricoverati in reparto. 

La lieta notizia per chi frequenta il secondo anno è arrivata ieri, ma ha scatenato il caos. "Un centinaio di colleghi - racconta Antonio Milazzo, studente al secondo anno - hanno saputo dal professore referente dei tirocini, che oggi entreranno in reparto. Tra loro però ci sono fuori sede, ci sono ragazzi che dopo un anno che pagavano l'affitto invano, non avendo notizia sulla data di inizio del tirocinio, hanno deciso di lasciare la casa e in queste ore stanno cercando in fretta e furia di trovare una sistemazione. La comunicazione - continua lo studente - è stata fatta attraverso il gruppo whatsapp dell'associazione studentesca 'Vivere medicina' e i colleghi non hanno avuto nemmeno un giorno di preavviso per organizzarsi". Anche sul sito l'Università ha pubblicato un avviso con il quale invita una parte degli iscritti al secondo anno del corso a recarsi presso il laboratorio professionale per ritirare l'assegnazione del tirocino. "Gli altri - si legge nell'avviso - riceveranno notizie nei prossimi giorni".

Antonio è tra coloro che devono attendere ancora. Come gli altri colleghi non ha ancora fatto nemmeno un'ora di pratica. Il corso triennale a numero chiuso che frequenta ha oltre 200 iscritti e prevede di cominciare il tirocinio all'inizio del secondo semestre del primo anno. In totale prevede 1.800 ore di formazione sul campo (450 durante il primo anno, 600 al secondo e 750 al terzo). "Siamo stati in attesa di cominciare la nostra formazione per mesi. In molte zone d'Italia alcuni colleghi hanno iniziato la scorsa estate ed hanno accumulato un po' di ore fino a settembre anche se le vaccinazioni non erano ancora partite. Ma a Palermo questo non è avvenuto. Ci aspettavamo almeno di partire dopo essere stati vaccinati a febbraio, con Pfizer. Ma non è successo. Non abbiamo avuto nessuna informazione fino a qualche giorno fa quando sono stati chiamati solo un centinaio di noi. Gli altri, si vocifera e si spera, dovrebbero essere contattati lunedì prossimo". 

"Gli studenti del secondo anno hanno iniziato il tirocinio oggi - spiega a PalermoToday Marcello Ciaccio, presidente della Scuola di medicina e chirurgia - al Policlinico, al Civico, al Buccheri e alla Maddalena. Da lunedì le attività partiranno anche a Cefalù e nella casa di cura Cosentino. Li abbiamo dovuti dividere perchè abbiamo avuto una riduzione della disponibilità dei reparti ad accoglierli. Se prima ne mandavamo un numero "x", a causa dell'emergenza Covid e nel rispetto delle normative di sicurezza il numero - continua Ciaccio - è stato ridotto".

Antonio è molto preoccupato per quello che lo aspetta. "Non sappiamo se recupereremo il tirocinio perso. Non sappiamo nemmeno se chi riceve le borse di studio la perderà se andrà fuori corso. Sappiamo però che i colleghi del terzo anno stanno facendo anche delle doppie notti per recuperare le ore e laurearsi in tempo. E' certo anche che per diventare infermiere serve tanta pratica. Il lavoro si trova facilmente ma bisogna saper curare la gente e si impara a farlo all'Università. Io invece - conclude amareggiato - ancora non ho mai indossato la mia divisa".

Dalla Scuola di medicina però tranquillizzano. "Gli studenti del secondo anno - continua Ciaccio - non perderanno nemmeno un'ora di tirocineo nè di quest'anno nè dell'anno scorso. Per farli recuperare svolgeranno la pratica anche in notturna. Da settembre, inoltre, si spera che le cose - conclude il presidente della scuola - possano tornare verso la normalità e che di consuguenza le strutture sanitarie consentano di svolgere le attività in presenza accogliendo contemporaneamente più studenti". 

La replica dei docenti del corso di laurea

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