Giovedì, 21 Ottobre 2021
Cronaca

The Guardian, quanti applausi: "La rinascita di Palermo, città migliore per vivere"

L'autorevole quotidiano britannico fa un ampio ritratto del capoluogo siciliano, partendo dal punto più basso, il luglio del 1992, quando 1.500 soldati invasero la città: "Eravate la capitale della mafia, ora siete capitale della cultura..."

"La risurrezione di Palermo". Il titolo - dirompente - dice già tutto. L'autorevole quotidiano britannico The Guardian dedica a Palermo un ampio servizio "storico-culturale". Ne viene fuori un ritratto assai positivo. Segno che l'Inghilterra prova curiosità verso il mondo Palermo (appena pochi mesi fa avevano realizzato un reportage in città). Sotto al titolo a effetto, The Guardian aggiunge: "Il capoluogo siciliano sta usando milioni di euro sequestrati a boss del crimine per finanziare la rinascita, anche se dalle cicatrici inflitte da Cosa Nostra non si può mai completamente guarire".

Il quotidiano parte dal punto più basso vissuto nell'epoca recente. "Ogni città - esordisce l'articolo - ad un certo punto della sua storia, raggiunge un punto di non ritorno. Per Palermo, è stato un pomeriggio torrido nel luglio 1992, quando più di 1.500 soldati armati presero posizione in ogni angolo delle sue strade: una dimostrazione di forza militare sconosciuta in Italia dalla fine della seconda guerra mondiale. In quel giorno, 24 luglio, la guerra era contro la mafia, e l'Italia stava perdendo. Cinque giorni prima, un'autobomba aveva ucciso Paolo Borsellino...".

Poi il riferimento a quel celebre paragone: “Palermo come Beirut” e un complimento alla città per "la sua capacità di riprendersi dalla crisi che è diventata un marchio di fabbrica di una città che è stata invasa più spesso di qualsiasi altro nel Mediterraneo. Al punto che le guerre di mafia dei primi anni '90 sembrano ormai lontani anni luce "dai corridoi dorati del municipio, dove il sindaco Orlando nelle scorse settimane ha appreso che Palermo era stata nominata capitale della cultura italiana". "E' il più recente di un lungo elenco di successi - ammette the Guardian -. Nel mese di luglio, l'Unesco ha dichiarato il centro storico di Palermo patrimonio dell'umanità e il prossimo anno la città ospiterà Manifesta, la più importante mostra d'arte contemporanea d'Europa".

Poi c'è l'incontro con Orlando. “Hai visto questa stanza? Bella, non è vero?”, dice il sindaco ai giornalisti inglesi, indicando dipinti del 18° secolo sulle pareti del suo ufficio. “E non si tratta di una bella scrivania? Vi piacciono queste sedie? Prima di diventare sindaco, dietro a quella scrivania, su questa sedia, sedevano amici della mafia. In effetti, alcuni sì, erano mafiosi".

"Orlando - dice the Guardian ai suoi lettori - è uno dei più noti sindaci d'Italia. Ha un dottorato in legge, parla cinque lingue e ha governato la città per 17 anni. Se la città è cambiata, è anche grazie a lui. In quella fatidica estate del 1992, Orlando - avendo due anni prima fondato il partito di centrosinistra La Rete - decide di correre a sindaco per la seconda volta. Palermo è in ginocchio. Le elezioni si svolgono nel novembre 1993, Orlando vince con il 75% dei voti. 'Oggi Palermo è la capitale della cultura - dice -. Ma allora era la capitale della mafia. Prima di tutto abbiamo dovuto sbarazzarci dei boss mafiosi”, ha raccontato il sindaco. “Molti di loro hanno continuato indisturbati, comodamente seduti nelle loro case di lusso nel centro di Palermo a pianificare omicidi, mentre nelle loro tasche entravano montagne di denaro dal traffico di droga". 

The Guardian la vede così: "Oggi la mafia siciliana è in declino e Palermo respira. Ma per la vera ripresa ci vorrà del tempo: le ferite inferte dalla mafia sono visibili nell'architettura della città, con centinaia di palazzi desolati. C'è il riferimento alla demolizione degli splendidi palazzi liberty ordinata dai politici collusi (il “sacco di Palermo”)". Ma il processo di rinascita è partito: un esempio calzante è la Cala, luogo emblematico, spiega il giornale inglese: "Centinaia di yacht ancorati qui ora, mentre il verde e i caffè circondano l'antico porto, e turisti, corridori e ciclisti godono di un luogo il cui recente passato è ormai solo un brutto ricordo. Palermo è anche sempre più verde, con tram elettrici di nuova installazione e una metro che collega le periferie al centro della città. Tutto questo potrebbe sembrare ordinaria amministrazione ad Amsterdam, Zurigo e Oslo, ma in una città le cui strade erano pattugliate da centinaia di soldati armati fino al 1998, non è cosa da poco".

E la mafia? "Oggi, i boss più autorevoli sono in carcere, e sono stati sostituiti da giovani criminali che non sembrano avere la stessa autorità dei loro predecessori. Palermo ha ancora una lunga strada da percorrere. La mafia controlla ancora alcune aziende qui; i giovani faticano a trovare lavoro; le periferie rimangono povere. Alcuni dicono che Palermo si trova adesso in una sorta di purgatorio, perché ancora deve espiare tutti i suoi peccati". “Ma dopo tutto - dice Orlando - tra i cieli e le fiamme, ogni giorno questa città è il posto migliore in cui vivere”.

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