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Ex Collegio dei Gesuiti a Termini Imerese, l'allarme: "Tetto a rischio crollo"  

A lanciarlo le associazioni BCsicilia e Casa di Stenio che chiedono un sopralluogo urgente per accertare lo stato delle coperture e il puntellamento di quelle in pericolo, in attesa di un organico intervento di restauro

"La copertura dell'ex collegio dei Gesuiti a Termini Imerese, presenta vistosi avvallamenti che fanno ipotizzare il cedimento di alcune travi delle capriate nonché del tavolato". A lanciare l'allarme sono le associazioni BCsicilia e La Casa di Stenio. Un eventuale crollo del tetto potrebbe avere delle conseguenze devastanti per l'intero immobile e per evitare che questo accada il presidente di BCsicilia Alfonso Lo Cascio e il presidente della Casa di Stenio Arianna Serio chiedono "un sopralluogo urgente per accertare lo stato attuale delle coperture, e qualora necessario un temporaneo puntellamento di quelle in pericolo, in attesa di un organico e auspicabile intervento di restauro per una rifunzionalizzazione di tale importante complesso architettonico di questa città”.

La struttura

Il Collegio dei Gesuiti è stato edificato nel primo ventennio del 17esimo secolo, nel cuore della città. Dopo la confisca dello Stato italiano, subito dopo l’unità d’Italia, venne utilizzato come sede degli Uffici giudiziari (Tribunale, Procura, Pretura). Successivamente gli uffici furono trasferiti nella nuova sede in piazza Di Blasi e l’imponente struttura di via Roma è rimasta inutilizzata, in balia del degrado del tempo e alcuni atti di vandalismo ne hanno totalmente reso inefficienti gli impianti elettrici. Di proprietà del Demanio dello Stato e parzialmente del Comune di Termini Imerese (una piccola porzione a piano seminterrato) si conservano al suo interno due ambienti riccamente affrescati poste al piano del chiostro interno sostenuto da colonne monolitiche di stile tardo manieristico. 

Interessanti anche le due cappelle affrescate. Nella prima, adibita per lungo tempo a sala delle udienze della Pretura, le pareti sono dipinte con scene di vita religiosa e rappresentano nel soffitto l’esaltazione della Croce, mentre nel coro la Vergine in Gloria con un angelo che mostra le sette spade dei dolori. La cappella è opera autografa datata al 1733 di Filippo Randazzo, detto il Monocolo di Nicosia (1692-1748), tra i maggiori maestri del Settecento siciliano e per quanto riguarda le decorazioni architettoniche opera dell’architetto e pittore Francesco Firrigno. Le pareti, modulate da finte architetture di straordinaria raffinatezza, sono scandite dalle figure delle Virtù. La qualità delle dorature e dei fregi dipinti unitamente agli sfondati prospettici restituiscono un capolavoro del Settecento. L’altro ambiente, dedicato all’Assunta, ancora oggi adibito ad archivio storico del Tribunale, presenta un soffitto affrescato il cui motivo dominante è l’incoronazione della Vergine. La decorazione, che si può datare al 17esimo secolo, su fondo d’oro è caratterizzata da ghirlande, putti, cartigli. Nelle unghie della volta sono dipinti simboli mariani. 

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