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Il Centro de Securidad-Policia Local di Torrejón de Ardoz

Il Centro de Securidad-Policia Local di Torrejón de Ardoz

Giovane trovato vicino Madrid, la prova del Dna dirà se è Marcello Volpe

La polizia iberica ha proposto l'unico test che permetterà, in un paio di giorni, di avere risposte certe sul ragazzo fermato a Torrejón de Ardoz. Dopo varie presunte ritrattazioni la madre non lo ha riconosciuto

Prima di trovarsi davanti a quel ragazzo del quale la polizia le aveva inviato alcune foto, la madre di Marcello Volpe era certa: "E’ lui". Quando lo ha incontrato, però, sono crollate le sue certezze e dopo varie ritrattazioni la polizia spagnola ha proposto l’unica verifica possibile: il test del Dna. Bisognerà attendere qualche giorno per fugare ogni dubbio sull’identità del giovane ritrovato mercoledì scorso a Torrejón de Ardoz e che somigliava al palermitano sparito nel 2011.

Ieri la madre Laura Zarcone, volata in Spagna dopo essere stata contattata dall’ambasciata italiana e aver visto negli occhi quel giovane, è stata travolta nuovamente dallo sconforto: “Non è Marcello, adesso sono sfinita e sto andando in albergo” ha scritto sui social network. Secondo quanto riferito dalla stampa spagnola la donna avrebbe subito uno shock nel vedere il ragazzo con i capelli lunghi, la barba e un aspetto trasandato. "E’ stata assalita dai dubbi e in un primo momento - scrive El Mundo - ha sospettato che potesse essere lui. Poi ha provato nuovamente a identificarlo grazie a un neo dietro l’orecchio e alla fine ha negato che potesse trattarsi di su figlio (nella foto in basso)".

Ad entrambi è stato quindi prelevato un campione del Dna per effettuare un controllo, anche perché il ragazzo - secondo fonti di polizia spagnole - mostrerebbe comportamenti tipici dell’autismo e non riuscrebbe a esprimersi. La polizia locale di Alcalà de Henares, già da circa quattro mesi, vedeva quel giovane davanti a un supermercato. La gente era solita portargli da mangiare, scarpe e denaro, ma lui non accettava nulla di tutto ciò. Stesso discorso per l’assistenza medica. Poi alcuni poliziotti, di passaggio nella Avenida de la Uniòn Europa, a Torrejón de Ardoz, hanno notato quel "giovane indigente che passeggiava a piedi nudo" e hanno tentato di identificarlo.

Addosso non aveva documenti e comunicava esclusivamente tramite gesti, a volte anche "incoerenti", per cui hanno deciso di portarlo in commissariato per accertamenti. Nessuno tra i familiari della Asociaciòn Sosdesaparecidos ha riconosciuto quel ragazzo e quindi la Unidades Policiales de Coordinaciòn Internacional è arrivata alla conclusione che potesse trattarsi proprio di Marcello Volpe, che sei anni fa si è allontanato dalla sua abitazione di via Aloisio Juvara, in zona Fiera, facendo perdere le proprie tracce. Quando lo scorso mercoledì gli investigatori le hanno mostrato alcune foto, Zarcone avrebbe rispost: "Senza ombra di dubbio è mio figlio". Complice quella cicatrice sul polso destro.

Marcello Volpe-2

Le difficoltà nell’identificazione, si legge ancora su El Mundo, sono dovute anche al fatto che i documenti identificativi italiani non sono associati all’impronta digitale, come invece avviene nella penisola iberica, permettendo dunque una procedura più rapida. La lista dei presunti avvistamenti, come quelli di Parigi, Trento, Forlì e Mondello, rischia dunque di allungarsi ulteriormente con quella della città da poco più di centomila abitanti a venti chilometri da Madrid.

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