Il camionista palermitano che sognava una strage in nome dell'Isis: chiuse le indagini

La Procura ha chiuso l’indagine e chiederà adesso il rinvio a giudizio di Giuseppe Frittitta, 25 anni, che si faceva chiamare Yusuf. Litigava con i suoi genitori, li definiva “miscredenti”. E' stato arrestato dalla Digos insieme a un marocchino. I due si allenavano per diventare "lupi solitari"

Giuseppe Frittitta

La Procura ha chiuso l’indagine e chiederà adesso il rinvio a giudizio di Giuseppe Frittitta, 25 anni, palermitano, detto Yusuf, e del marocchino di 18 anni Ossama Gafhir. I due condividevano sui social materiale inneggiante l'Isis, e si allenavano per diventare "lupi solitari" ed aiutare la causa dei terroristi. Sono accusati a vario titolo di istigazione a commettere reati di terrorismo e autoaddestramento per commettere atti terroristici. A entrambi è stato notificato l’avviso di conclusione dell’inchiesta.

Frittitta, convertito all'Islam, è stato fermato per essersi reso responsabile di aver pubblicamente fatto apologia di più delitti in materia di terrorismo, condividendo materiale avente carattere estremista-jihadista e mantenendo i contatti con persone, italiane e non, convertite alla fede islamica note per il loro livello di radicalizzazione. 

Si addestravano per fare attentati: due arresti 

Le intercettazioni

"Meglio morire che tradire". E ancora: “Moglie e figli sono proprietà del marito”. Poi, rivolgendosi alla madre: “Se dovessi avere una figlia, e la facessi crescere come volete voi, in Italia, allora dovrei tagliarle la testa”. Sono solo alcune delle agghiaccianti conversazioni intercettate che raccontano della radicalizzazione di Giuseppe Frittitta, il palermitano che lavorava come camionista.

Da Giuseppe a Yusuf

Il palermitano aveva già il suo nome islamico, Yusuf El Saqilli: da tempo convertito all'Islam, inizialmente come un semplice fedele, poi con tendenze radicali e presunte volontà terroristiche, le circostanze che appunto hanno portato al suo arresto. Litigava con i suoi genitori, li definiva “miscredenti”. E in casa tanti litigi, e addirittura “mobili che volavano”.

“L'estremo livello di radicalizzazione di Frittitta – hanno spiegato nei mesi scorsi gli inquirenti – era comprovato dal conflittuale rapporto con i genitori, a seguito della sua conversione e adesione ai rigidi canoni della religione salafita”. Sul web aveva pure conosciuto una ragazza, marocchina, con cui avrebbe voluto convolare a nozze.

"Speriamo che non vada nell'Isis"

“Ma non posso vederla né frequentarla – diceva Frittitta – prima del matrimonio, perché così dice la mia religione”. Sotto shock i genitori, increduli per le sue decisioni, prima, e per quanto accaduto poi. Fino all'arresto. La madre in particolare, telefonando a un'amica diceva: “Speriamo che non va a finire come quelli dell'Isis”. Insieme a lui in manette finì Ossama Ghafir, marocchino di 18 anni residente a Cerano, provincia di Novara. Sono entrambi ritenuti responsabili, a vario titolo, di reati in materia di terrorismo. In particolare, pare fossero in possesso di materiale che inneggiava all'Isis, lo divulgavano tramite i social network (Facebook e Instagram), nel tempo libero si sarebbero “esercitati” in vari modi, studiavano le tecniche dei kamikaze, si esercitavano su come poter sabotare i servizi pubblici.

Frittitta, originario di Palermo, più e più volte avrebbe pubblicamente fatto apologia di delitti in materia di terrorismo: condivideva, spiegarono all'epoca ancora gli inquirenti, “materiale avente carattere estremista e jihadista, mantenendo contatti con soggetti italiani e non convertiti alla fede islamica e noti per il loro livello di radicalizzazione”.

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La conversione da estremista

Il suo “percorso” avrebbe preso il via circa un paio d'anni fa, quando Frittitta detto Yusuf ha cominciato a frequentare un luogo di culto islamico, in provincia di Palermo. Dopo aver conseguito l'abilitazione a condurre mezzi pesanti, camion e Tir, si è trasferito al Nord per motivi di lavoro. Qui avrebbe ancora “gonfiato” il suo livello di radicalizzazione, frequentando assiduamente luoghi di culto della provincia di Monza-Brianza (dove abitava) e intensificando le relazioni di amicizia con Ossama Ghafir e altri soggetti italiani e stranieri di fede islamica, e con posizioni estremiste.

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