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Terremoti, suona l'allarme: "Cinquemila scuole siciliane in zone a rischio sismico"

Scarsissima la prevenzione: il 20% degli istituti non ha il piano di emergenza. Il rapporto di "Cittadinanza attiva" immortala la drammatica realtà dell'edilizia scolastica dell'Isola

"Quasi 5 mila scuole in zone a rischio sismico e 60 in zone a rischio idrogeologico. Scarsissima la prevenzione, con il 13% delle scuole senza il documento di valutazione dei rischi e il 20% senza il piano di emergenza. Più della metà degli edifici scolastici senza il certificato di agibilità e appena 49% delle scuole dotato di accorgimenti per il superamento delle barriere architettoniche". Sono alcuni dei fotogrammi del nuovo rapporto presentato ieri da "Cittadinanza attiva" che immortalano la drammatica realtà dell'edilizia scolastica siciliana, che fa a pugni con i proclami dell'esecutivo Renzi.

"Ancora una volta - dice Chiara di Benedetto, componente della Commissione Cultura alla Camera per il M5S - non c'è coincidenza tra i dati del governo e quelli effettivamente riscontrati sul campo. Lo testimoniano anche i dati relativi ai mutui BEI (accordo tra Governo e Banca Europea degli Investimenti): il governo sostiene di aver stanziato un miliardo, ma, se si verificano i dati, non si può non dire che si tratta soltanto di 40 milioni all'anno, dal 2014 al 2016. E la Struttura di Missione, l'organo tecnico che assicura il coordinamento tra diversi Ministeri, non riesce più a coprire tali incongruenze".

"Qualcosa - conclude la deputa - è stato fatto, ma ancora c'è molto da fare. Partendo dai dati reali, è importante che si proceda non solo a reperire i fondi ma anche al costante monitoraggio degli interventi. Ciò deve avvenire in una logica di leale collaborazione tra tutti i livelli istituzionali, i cittadini attivi e le associazioni che li rappresentano, al fine di garantire la sicurezza di tutti".

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