Cronaca Terrasini

Terrasini si ferma per dare l'ultimo saluto a Vito, comandante della Nuova Iside

Vicino all'altare una bara bianca con la sua fotografia. Gli amici indossano una maglietta bianca con la scritta "Giustizia", fuori un'ancora formata da palloncini e un maxischermo con le immagini dei ragazzi del peschereccio affondato. "Finalmente potrà avere una degna sepoltura cristiana"

Vicino all’altare una bara bianca con la sua fotografia, seduti davanti oltre ai familiari ci sono tanti ragazzi che indossano delle magliettine bianche con la parola "giustizia". Perché qualcuno dovrà spiegare cosa è successo quella notte al peschereccio "Nuova Iside", affondato con Vito Lo Iacono, il suo comandante, suo padre Matteo e col cugino Giuseppe. Terrasini oggi si è fermata per dare l'ultimo saluto a Vito Lo Iacono. Il suo corpo è stato l'ultimo a essere identificato, dopo essere stato ritrovato quest'estate nella spiaggia di San Ferdinando, in provincia di Reggio Calabria. 

"Oggi si riapre una ferita che non si è mai chiusa - queste le parole dell’arcivesovo di Monreale, monsignor Michele Pennisi - e Vito potrà avere una degna sepoltura cristiana, anche lui vittima con Matteo e con Giuseppe di questa immane tragedia. Chiediamo con forza alle autorità competenti che siano chiarite al più presto le modalità. Il nostro pensiero va a tante altre famiglie che hanno pianto in passato i loro morti in mare”.

Dopo la cerimonia su uno schermo scorrono che le immagini dei sorrisi che hanno accompagnato le vite dei ragazzi della "Nuova Iside". Sgorgano le lacrime dei tanti presenti fuori dalla Chiesa mentre il feretro esce sostenuto dagli amici di una vita. Accanto si alzano dei palloncini bianchi e azzurri a forma di ancora.

"Voglio ringraziare i tanti sindaci dei paesi vicini - dice il primo cittadino di Terrasini Giosuè Maniaci - che hanno voluto essere presenti per testimoniare la vicinanza delle loro comunità nei confronti dei marittimi della Nuova Iside, una tragedia che in questi mesi è andata ben oltre i confini di Terrasini, con messaggi di solidarietà arrivati da tutta Italia. Vito è voluto tornare a casa dalla sua famiglia, dalla sua mamma Rosalba, che non si è mai arresa all’idea che questo figlio non potesse riposare accanto al papà. E' tornato dalla compagna Giovanna, con cui aveva già condiviso un percorso di vita; è tornato dalla sua marineria e dalla cittadinanza tutta, che non avevano mai perso la speranza, in questo anno terribile, che il fiuto, il sentimento, l’istinto di una madre fossero più fondati di qualsiasi pista d’indagine".

A metà novembre sono arrivati i risultati di una perizia secondo la quale non ci sarebbero tracce di collisione tra la Vulcanello e il peschereccio. "Ritengo che quella di oggi non sia l’occasione adatta per la polemica, per alzare i toni - continua Maniaci -. La magistratura, i legali, anche una famosa trasmissione televisiva e la stampa, stanno facendo il loro dovere, a volte seguendo dei percorsi complessi, con dei tempi sicuramente poco consoni a un paese moderno, ma io credo che la verità alla fine emergerà. E la presenza di Vito, qui tra noi, abbracciato dalla sua comunità, non servirà ad altro che a supportare con ancora maggiore vigore la richiesta di giustizia per la Nuova Iside. E il comune di Terrasini ancora una volta farà la sua parte: come già annunciato, in questa battaglia giudiziaria alla ricerca della verità su quanto successo quella sera, il comune di Terrasini anche questa volta si costituirà parte civile per stare vicino ai familiari".
 

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