Terrasini, a due anni dal restauro la chiesa di San Cataldo è una discarica

Il santuario, che risale all'anno mille, durante l'estate del 2015 è stato avvolto da una struttura di protezione in ferro e legno. Poi è stato abbandonato. I residenti: "Un luogo sacro in un contesto paesaggistico affascinante non può subire questa violenza"

Circa due anni fa il Gal ha finanziato il restauro del santurio di San Cataldo, a Terrasini. Oggi l'area dove si trova l'edificio religioso è diventata una discarica di rifiuti. Sono stati spesi 300 mila euro per realizzare il progetto di ristrutturazione e salvare la chiesa, edificata intorno all'anno mille, con lo scopo di evangelizzare le campagne: la costruzione in pietra, la pavimentazione in basolato e una parte delle mura, sono state avvolte da una struttura di protezione fatta in ferro e legno. 

L'investimento aveva fatto ben sperare i residenti della zona: "Abbiamo pensato che finalmente la zona, classificata tra le più inquinate - afferma Francesco Loria, fondatore della pagina San Cataldo, la baia dell'illegalità -, sarebbe stata riqualificata". Così non è stato. Dopo l'inaugurazione del 30 giugno 2015, alla quale ha partecipato, oltre al sindaco di allora Massimo Cucinella, anche l'Arcivescovo di Monreale, Monsignor Michele Pennisi, la zona, chiesa inclusa, è tornata nel dimenticatorio. Il risultato è che oggi il santuario avrebbe bisogno di un nuovo intervento di ristrutturazione: il portone in vetro è rotto e l'Abside in legno fino a qualche giorno fa era la casa delle api. Il grosso alveare (guarda le foto) è stato asportato solo lo scorso 16 agosto grazie al signor Purpura, apicultore d'esperienza. 

"Un luogo sacro, storico, in un contesto paesaggistico siciliano tra i più affascinanti - conclude Loria - non può continuare a subire questa violenza, non può essere usato come passerella politica o sponsor per qualche associazione della domenica. San Cataldo ha bisogno di essere vissuta quotidianamente, ha bisogno di essere parte integrante del nostro territorio, e non una discarica".

Proprio per accendere i riflettori sullo stato in cui versa la zona, al confine tra il Comune di Terrasini e quello di Trappeto, lo scorso 24 luglio è nata la pagina Facebook "San Cataldo, la baia dell'illegalità": "Io e altri cittadini, non associati, vogliamo denunciare quotidianamente ogni forma di crimine ambientale e far vedere al mondo anche l'altra faccia della medaglia, quella bella, dato che San Cataldo è un sito archeologico di inestimabile valore, un luogo incantevole, grazie alla sua posizione geografica permette di ammirare la baia nel suo complesso".

Stamattina il sindaco di Terrasini Giosuè Maniaci si è recato sul posto per un sopralluogo e ha annunciato l'imminente pulizia della zona e il ripristino della strada d'accesso alla baia: "Il parco del Nocella è parte integrante del programma della coalizione del sindaco Maniaci e vogliamo che le linee guida diventino realtà". 

Per salvare la baia dal degrado in campo anche Legambiente e l'Associazione Il Giardino di Beatan: "Domenica 27 agosto, nel pomeriggio, ci incontreremo lì per protestare al contrario, facendo rivivere 'in positivo' per una sera un posto di alto valore naturalistico/ambientale/storico, ma al contempo totalmente degradato da anni di soprusi e di violenze ambientali". La manifestazione avrà inizio alle 17 con la benedizione degli animali e si concluderà con una lezione di yoga al tramonto. 

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