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Sabato, 21 Maggio 2022
Cronaca

Chiusa la gara per i termovalorizzatori in Sicilia: niente Palermo, sorgeranno a Gela e Catania

Il presidente della Regione Nello Musumeci annuncia che il nucleo di valutazione costituito nell'Isola ha completato il suo lavoro e verbalizzato l'idoneità di due progetti

"A Roma il sindaco del Pd ha deciso di risolvere il problema dei rifiuti, che si trascina da decenni un po' come in Sicilia, annunciando la realizzazione di un termovalorizzatore. Noi in Sicilia abbiamo proposto una soluzione simile diverso tempo fa, ma qui la sinistra ha parlato di mostruosità, ponendo mille obiezioni". A dirlo è il presidente della Regione siciliana, Nello Musumeci, annunciando che il nucleo di valutazione costituito nell'Isola ha completato il suo lavoro e verbalizzato l'idoneità di due progetti per termovalorizzatori, uno per la Sicilia occidentale, che dovrebbe costare circa 647 milioni e uno per la Sicilia orientale di poco meno di 400 milioni.

Niente Palermo, i due termovalorizzatori in Sicilia sorgeranno a Gela ed a Pantano D'Arci (Catania). "Adesso predisponiamo il bando perché seguiamo la procedura del project financing, chiediamo il coinvolgimento del privato - sottolinea il governatore -. Stiamo lavorando perché siamo convinti sia questa la soluzione, insieme all'aumento della raccolta differenziata, per liberarci dalla schiavitù delle discariche. Complimenti al sindaco post comunista di Roma per avere condiviso la nostra soluzione e la nostra impostazione. Andiamo avanti", ha concluso Musumeci.

Barbagallo: "Sarebbe servito dialogo"

"Al vetero fascista Musumeci, riguardo ai termovalorizzatori in Sicilia, dico che il sindaco di Roma Gualtieri definito post comunista, ha utilizzato, a differenza sua, uno strumento democratico a lui sconosciuto: la concertazione. Il Pd - dice il segretario regionale Anthony Barbagallo - non ha nessun pregiudizio sui termovalorizzatori. Ma più volte abbiamo illustrato gli errori di fondo di una scelta che arriva, ormai fuori tempo massimo e senza alcun confronto. Mentre il governo del nulla si è arrovellato per tutta la legislatura su un piano rifiuti vuoto e inutile. Al Governo, anche con una interrogazione a mia firma e senza alcuna risposta, abbiamo fatto presente che vi sono elementi di incompatibilità ambientale per il sito di Pantano d’Arci, nel Catanese, in cui si intende realizzare un impianto di compostaggio. Desta inoltre perplessità anche l’area di Gela. A proposito di concertazione e di improponibili paragoni con Gualtieri, avanzate da Musumeci: il confronto su un tema delicato come questo - conclude - avrebbe dovuto suggerire a Musumeci cautela e dialogo. E non - conclude - l’ennesimo annuncio a pochi mesi dalle elezioni regionali”.

Catania: "Notizia che il sapore della beffa"

"Per la Giornata mondiale della terra - scrive in una nota Giusto Catania, assessore comunale di Palermo ed esponente di Sinistra civica ecologista - il governatore Musumeci annuncia la prossima realizzazione di due termovalorizzatori in Sicilia al modico costo di un miliardo di euro. Una notizia che ha l'amaro sapore della beffa nel giorno in cui in tutto il mondo si parla di 'investire nel pianeta' per contrastare il cambiamento climatico e le emissioni di Co2. Il titolo dell'Earthday 2022 non alludeva certo all'investimento di privati per lucrare sul business dei rifiuti. Se la soluzione della destra è quella di illudere i cittadini che bruciare i rifiuti sia il modo migliore di affrontare una grande questione mondiale applicandolo a Palermo, noi lo impediremo in ogni modo. Qualcuno ha infatti lasciato trapelare l'idea che a Bellolampo si possa fare un altro inceneritore, il terzo della Sicilia.
Invece di implementare - conclude - circuiti virtuosi di riciclo, economia circolare, raccolta differenziata la Sicilia punta a sistemi di smaltimento dei rifiuti vecchi di decenni, in ritardo ed in controtendenza rispetto agli altri paesi europei".

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