Cronaca

Svolta verde a Termini Imerese: dalla Panda alla Posidonia oceanica

Un'azienda dell'ex indotto Fiat, la Idea Srl, che produceva materiale plastico per le auto adesso si dedica alla realizzazione di un tutore in bioplastica per la riforestazione dell'ecosistema marino

Far ricrescere la Posidonia ed altre specie vegetali marine nei fondali antistanti all'agglomerato industriale di Termini Imerse. Là, dove fino a qualche mese fa la Fiat produceva le sue auto, oggi cresce a malapena l'erba ma le piante marine, quelle sì, stanno trovando nuovi spazi vitali. A Termini infatti un'azienda ex indotto Fiat, la Sist, oggi Idea Srl, che fino al 2009 produceva componenti in materiale plastico prima per Panda, Punto e Lancia Y, è stata rilevata dall'imprenditore Fabio Montagnino, che l'ha impronta attorno ad una nuova filosofia green.

Piuttosto che produrre plastica, l'Idea Srl, questo il nome della nuova azienda, si è dedicata tra le altre cose alla realizzazione di un sistema a basso impatto ambientale per il fissaggio di organismi vetegali di particolare interesse sui fondali marini e per garantirne l'attecchimento e la crescita. Per farlo ha ideato, in collaborazione con la Biosurvey Srl, azienda di spin-off dell’Università degli Studi di Palermo, un congegno, il cui funzionamento è illustrato dal video, che scende fino ai fondali. Una sorta di manubrio avvita sulla superficie del fondo marino un supporto, sul quale viene agganciato l'apposito sistema a stella sul quale sono state precedentemente posizionate le piante.

Tra esse una delle più importanti è la Posidonia Oceanica, una delle più importanti piante acquatiche per l'ecosistema marino del Mediterrano, utilissima non solo perchè ospita molti organismi animali e vegetali ma anche perchè protegge la linea di costa dall'erosione esercitata dalle correnti costiere. La Posidonia depositata sulle spiagge infatti smorza il moto ondoso sulle spiagge proteggendole dall'erosione. Ma non solo. Il posidonieto è l'ecosistema più importante del mar Mediterraneo. Purtroppo negli ultimi anni stiamo assistendo per colpa soprattutto dell'inquinamento e della pesca a strascico alla perdita di grandi quantità di Posidonia. Per questo l'intervento di riforestazione marina grazie al sistema biocompatibile proposto da Idea e Biosurvey assume un valore ancor più importante.

Va inoltre ricordato che il sistema, in linea con la sua filosofia green, è realizzato in materale plastico biocompatibile e utilizza geometrie bioispirate che richiamano le modalità naturali di colonizzazione del fondale da parte della pianta. Fabio Montagnino, amministratore unico di Idea Srl, spiega come si è arrivati al progetto.

Da cosa è nata l'idea di realizzare un prodotto per la riforestazione dell'ambente marino? Perché ha abbandonato la produzione di plastica per dedicarsi ai materiali biocompatibili?
“Abbiamo rilevato l'azienda del gruppo Sist e abbiamo iniziato a riflettere su soluzioni innovative. In questo contesto ho seguito lo sviluppo di un'azienda di ecologia che si occupa di biologia marina, la Biosurvey. Sono stati effettuati degli studi sull'erosione ed è emerso dagli approfondimenti che le vecchie tecniche erano invasive, costose ed effettuate con strutture in cemento. Dal confronto con questo gruppo di biologi è emersa l'importanza dell'uso di materale bicompatibile. È stato allora progettato questo tutore in grado, negli anni, di dissolversi in mare e di lasciare la pianta al proprio posto.Uno dei temi su cui abbiamo puntato è stato quello dell'utilizzo delle bioplastiche”. biosarvey-1-2

Quali vantaggi riveste, in termini ecologici, il sistema realizzato?
“Il ruolo fondamentale delle praterie di Posidonia riguarda il fatto che si tratta di ambienti che offrrono ospitalità alla fauna marina. L'altro grande ruolo è qullo di assestare il fondale per limitare l'erosione, ma sono anche i precursori di ecosistemi complessi. Da qui l'importanza di garantirne la presenza nei nostri fondali”.

Il sistema è già operativo? Quali saranno i prossimi step?
“Le sperimentazioni sono state avviate nel Golfo di Palermo, nella zona di Vergine Maria dove in passato era stato scaricato materiale edile durante la costruzione di quei quartieri. Il sistema è stato affinato lì con la Posidonia: Va precisato che i sistemi di bloccaggio sono stati pensati appositamente per tale pianta acquatica visto che è la più importante del Mediterraneo. Ciò non toglie che in futuro il sistema potrà essere adattato anche ad altre specie marine, ad esempio quelle  della zona australiana. Saranno i biologi a fornirci informazioni in tal senso”.

E Fabio Montagnino pensa già al futuro e ad estendere il suo sistema per la riforestazione anche ad altre aree della Sicilia. In cantiere infatti vi è un altro progetto che vede come protagonista Augusta, nel siracusano. Qui, racconta, “contiamo di fare il primo impianto esteso, se tutto va in porto subito dopo l'estate”. E mentre oggi, il sistema si basa sulle talee, il prossimo step è quello di lavorare direttamente sul seme.
 

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