Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca Termini Imerese

Perde la patente (3 volte) e scatta la denuncia: ex autotrasportatore a processo

Deve rispondere di falso ideologico di un privato in atto pubblico. Secondo la Procura non è possibile che l'uomo abbia davvero perso la licenza di guida più volte

Perdere la patente e ritrovarsi sotto processo per falso ideologico in atto pubblico. E’ una vicenda paradossale quella in cui è coinvolto un ex autotrasportatore, N. U., 43 anni, imputato ormai da tre anni davanti a quattro giudici diversi del tribunale monocratico di Termini Imerese che si sono avvicendati nel tempo, per un reato che, peraltro, sarebbe anche prescritto.

L’uomo aveva smarrito il documento di guida nell’aprile del 2009 e per questo motivo aveva presentato una denuncia ai carabinieri di Ventimiglia di Sicilia. Dopo circa un mese e mezzo, però, si era accorto di aver perso anche uno speciale documento, la carta di qualificazione del conducente, necessario per chi svolge attività legate all’autotrasporto. Così si era presentato nuovamente dai carabinieri, sperando di poter aggiungere questo particolare alla denuncia già formulata. Questo avrebbe però creato delle complicazioni e così si era deciso di fare una nuova denuncia, stavolta completa.

Dopo alcuni mesi l’uomo ritrova i documenti, ma non lo segnala ai carabinieri. A gennaio del 2010, dopo essere stato fermato ad Alia per un controllo, si accorge di non avere con sé la patente, di averla dimenticata a casa. I carabinieri lo invitano semplicemente a presentarsi nei loro uffici e a esibire il documento. Tuttavia, N. U., nonostante le ricerche, non riesce a trovarlo e quando va in caserma si trova costretto a presentare una nuova denuncia per smarrimento. E qui la situazione s’ingarbuglia: i militari, vista la presenza nei loro archivi di una stessa e identica denuncia fatta a Ventimiglia, non possono inserirne un’altra. E soprattutto non si spiegano neppure come sia possibile che l’uomo si presenti per denunciare lo smarrimento di una cosa che, in realtà, ha già dichiarato di aver perso l’anno precedente. Mente, sta dichiarando il falso, almeno questa è la tesi poi portata avanti anche dalla Procura.

E’ così che N. U., nel 2013, finisce a processo per falso ideologico di un privato in atto pubblico. Processo che è passato finora in mano a quattro giudici diversi e che ruota attorno a un reato quasi certamente prescritto (sono passati più di sette anni dalla prima denuncia), anche se la sentenza dovrebbe arrivare a fine mese.

Il suo difensore sostiene però che non solo non vi sarebbe alcun falso, in quanto al momento della seconda denuncia, N. U. avrebbe realmente smarrito per la seconda volta la patente, ma anche che non sarebbero previste sanzioni per chi omette di segnalare il rinvenimento del documento dopo la denuncia. Infine, questo si chiede l’avvocato, quale sarebbe eventualmente lo scopo di questo falso? L’unica ipotesi possibile è quella di ottenere banalmente un duplicato che, però, si può richiedere al costo di 9 euro e con due fotografie in qualsiasi momento alla Motorizzazione. Il reato dunque, secondo l’avvocato, non sarebbe neppure configurabile. Lo deciderà il giudice.

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