Martedì, 28 Settembre 2021
Cronaca Zisa / Via Re Federico

Sparò contro la donna delle pulizie che chiedeva 12 euro: "Non fu tentato omicidio", assolto

Domenico Saletta, 79 anni, che aprì il fuoco in un palazzo di via Re Federico, alla Zisa, il 4 maggio del 2019, è stato condannato solo a 2 anni e mezzo (pena sospesa) per la detenzione abusiva dell'arma. L'unico a rimanere ferito dopo la lite fu proprio lui perché la pistola si frantumò. Il pm aveva chiesto 14 anni di carcere

Lei aveva chiesto i 12 euro per le pulizie del condominio e lui per tutta risposta aveva preso una vecchia pistola e aveva aperto il fuoco. Il 4 maggio del 2019, nel palazzo di via Re Federico, alla Zisa, a rimanere ferito fu proprio l'uomo, però, perché l'arma gli esplose in mano. Adesso, Domenico Saletta, 79 anni, è stato assolto dall'accusa di tentato omicidio nei confronti della donna delle pulizie (che non riportò neppure un graffio), ma condannato a due anni e mezzo (pena sospesa) per la detenzione abusiva della pistola. 

La sentenza è stata emessa nella tarda serata di ieri dalla quarta sezione del tribunale, presieduta da Bruno Fasciana. Saletta dovrà comunque risarcire la vittima, che si è costituita parte civile, con 2.500 euro. I giudici hanno però accolto la ricostruzione fornita dall'avvocato dell'imputato, Gianluca Calafiore, e respinto quella della Procura, che chiedeva invece una condanna a 14 anni di carcere.

I contorni della lite furono ricostruiti rapidamente dai carabinieri, che arrestarono Saletta quello stesso giorno. Alla richiesta di pagamento della quota per le pulizie, l'imputato aveva reagito nel modo più violento. Avrebbe sparato quattro colpi, ma la pistola - vecchissima - era andata in frantumi, ferendolo al volto.

Secondo i rilievi compiuti dagli inquirenti, le ogive sarebbero state ritrovate non al piano in cui l'anziano avrebbe sparato, ma a quello sotto. Nel punto in cui avrebbe invece aperto il fuoco sarebbero state ritrovate quattro tracce compatibili con gli spari, due perpendicolari alla porta dell'appartamento dello stesso Scaletta e due sul muro, secondo l'accusa, ad altezza d'uomo. Da qui la contestazione del tentato omicidio.

La difesa ha però dimostrato che quelle tracce potrebbero essere compatibili anche con i pezzi dell'arma esplosa e, a maggior ragione, alla luce del fatto che le ogive sarebbero state ritrovate in un altro punto. Secondo l'avvocato, Saletta avrebbe sparato in aria e poi la pistola si sarebbe rotta, senza quindi mettere a rischio la vita di nessuno.

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