Giovedì, 5 Agosto 2021
Cronaca Cruillas / Via Barisano da Trani

Tentato omicidio al Cep, scatta l'arresto: "Mio padre voleva che lasciassi la casa e gli ho sparato"

In manette Emanuele Presti, 29 anni, che dopo aver ferito gravemente all'addome il genitore si era asserragliato nella sua abitazione di via Barisano da Trani. Al centro dello scontro vi sarebbe proprio l'appartamento che l'indagato, nonostante le richieste della vittima che è in gravi condizioni, non si sarebbe deciso a liberare

La polizia in via Barisano da Trani dove è avvenuto il tentato omicidio

"Sono stato io", è così che Emanuele Presti, 29 anni, avrebbe detto ieri pomeriggio alla polizia, che poi lo ha arrestato per il tentato omicidio di suo padre. Il giovane era già stato fermato ieri, subito dopo la sparatoria in via Barisano da Trani, al Cep: dal balcone della sua abitazione avrebbe infatti sparato al genitore. Quest'ultimo, dopo un delicato intervento, è in condizioni stabili, seppure in prognosi riservata. Al centro della lite tra i due ci sarebbe peraltro proprio la casa in cui vive l'indagato.

In base alla ricostruzione degli investigatori, infatti, la vittima avrebbe lasciato temporaneamente e gratuitamente l'abitazione a suo figlio, in attesa che venisse venduta. Il problema è che Emanuele Presti, però, non avrebbe rispettato gli accordi e non si sarebbe deciso a lasciare libero l'appartamento. Una questione che avrebbe già determinato diversi litigi tra padre e figlio, finché ieri pomeriggio l'argomento non è stato chiuso nel sangue e a colpi di pistola. Presti avrebbe infatti sparato al padre direttamente all'addome, appena l'avrebbe visto dal balcone della casa contesa.

Gli spari sono stati sentiti da tanti residenti, che hanno chiesto subito un intervento. In via Barisano da Trani sono così arrivate le volanti dell'ufficio prevenzione generale della questura, la squadra mobile e anche i poliziotti del commissariato Zisa-Borgo Nuovo.

Ma non è stato facile riportare la calma nella strada del Cep: l'indagato si sarebbe infatti barricato nella casa e gli investigatori hanno dovuto cinturare la zona non solo per garantire la sicurezza dei residenti e dei passanti, ma anche per consentire l'arrivo del 118 per prestare i soccorsi all'uomo gravemente ferito. Contestualmente, Presti è stato convinto ad aprire ed è stato poi disarmato: in questa operazione - come spiegano dalla questura - hanno avuto un ruolo fondamentale gli operatori della sala operativa che l'indagato avrebbe chiamato mentre si era asserragliato nell'appartamento.

E' a questi agenti infatti che, in stato di choc, Presti avrebbe spiegato l'accaduto e anche ammesso le sue responsabilità. Grazie alla fiducia che ha riposto in particolare in una poliziotta che parlava con lui al telefono, il giovane si è convinto ad uscire e a posare l'arma.

In seguito a delle perquisizioni, gli investigatori hanno recuperato la pistola a tamburo che sarebbe stata utilizzata per sparare, ma anche una seconda rivoltella, entrambe detenute illegalmente e sulle quali sono in corso degli accertamenti. 

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