Partinico, Telejato a rischio chiusura “Maniaci non sia un nuovo Impastato”

L'appello arriva dal sindaco di San Giuseppe Jato Giuseppe Siviglia. "Con l'entrata del digitale terrestre la piccola emittente è destinata a sparire. In questo modo temo per la vita del direttore"

Pino Maniaci durante il suo tg su Telejato

“Con l’entrata in vigore delle nuove normative, Telejato rischia di chiudere. Se è vero che ogni regola ha le sue eccezioni, Telejato è un’eccezione, riconosciuta dalle maggiori istituzioni in campo nazionale ed internazionale”. A dichiararlo è il sindaco di San Giuseppe Jato, Giuseppe Siviglia, che precisa: “Telejato non gode delle caratteristiche tecniche e ad oggi normative per potere essere assimilata alle emittenti, perché in fondo è la più piccola al mondo, ma il suo direttore, uomo libero che ha consentito di rappresentare le esigenze di un territorio attraverso la sua voce, è riuscito a richiamare l’attenzione contro il malaffare e la mafia, impresa non da poco in questa zona.

“Pino Maniaci – aggiunge il primo cittadino - è un uomo umile, un inventato direttore che non gode di posti di prestigio né di scorte e neanche di grandi disponibilità economiche per potersi fornire di importanti impianti di videosorveglianza o di bodyguard. Per questo, alcuni potrebbero avere il dubbio che possa trattarsi di un uomo coerente e onesto o, paradossalmente, di un comportamento totalmente incosciente. Ma in realtà, chi ha seguito sin dall’inizio il suo percorso, ha già una propria opinione, dobbiamo quindi evitare assolutamente che Maniaci diventi il Peppino Impastato del 2012. Va cautelato – sottolinea Siviglia - e la sua emittente non va oscurata: è garanzia per la sua incolumità, oltre che servizio per i cittadini. Tra l’altro, la garibaldina conduzione del tg di Pino Maniaci, piena di risorse e di battute, offre un servizio che tocca spesso le noti dolenti della collettività, rendendoci – conclude Siviglia - anche ‘allegri’ per le esternazioni frutto del suo personalissimo modo di comunicare. Ma come direbbe qualcuno:’questa è un’altra storia’”.
 

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