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Bufera Tecnis, città in trappola: "Cantieri eterni, fermare i lavori"

Lavori appesi a un filo, dipendenti da mesi senza stipendio, strade paralizzate: dopo la mazzata che ha colpito il colosso dell'edilizia, la vicenda anello ferroviario è diventata un rebus

Tanto tuonò che piovve. Il sequestro giudiziario ai danni di Tecnis ha reso indecifrabile il destino del maxi cantiere dell’anello ferroviario in città. I lavori a questo punto sono appesi a un filo. E mentre spuntano nuove ipotesi, come quella dell'assegnazione dell'appalto ai "primi sconfitti" in graduatoria, c'è chi propone di istituire una nuova gara e chi chiede di dare continuità in qualche modo all'operato della Tecnis. Nei prossimi giorni Rfi potrebbe ufficialmente prendere in mano la situazione e farsi carico dei pagamenti dei dipendenti. In queste ore intanto monta la polemica.

Il presidente della commissione Attività produttive del Comune, Paolo Caracausi, va giù duro: "Quello che è successo oggi conferma quanto era nell’aria già da settimane e cioè che questa azienda non era e non è in condizione di poter portare avanti i lavori dell’anello ferroviario. Il sindaco Orlando intervenga immediatamente per chiedere la sospensione definitiva dei lavori, il ripristino dello stato dei luoghi e permettere pertanto alle attività economiche di riprendere la propria vita commerciale e ai residenti di vivere in sicurezza. L’opera resta fondamentale per offrire alla nostra città un sistema di trasporti moderno e alternativo al mezzo privato, ma non può gravare sulle spalle dei palermitani e delle attività commerciali che ne subiscono i disagi. Via Amari, via Sicilia e viale Lazio hanno già pagato per non avere nulla in cambio, adesso basta”.

Il consigliere comunale di Forza Italia Angelo Figuccia questa mattina ha presentato un’interrogazione urgente al Sindaco per conoscere l’attuale situazione dei cantieri aperti dalla Tecnis. "Corriamo il concreto rischio - ha detto - che, come spesso accaduto in passato, ancora una volta questi lavori durino in eterno, dopo aver creato mega tappi in importanti arterie cittadine. Mi auguro che Orlando si dia da fare per incontrare al più presto il nuovo amministratore giudiziario della Tecnis, nominato stamattina dal Tribunale di Catania, con cui concordare una veloce ripresa dei lavori e una loro rapida conclusione. Non è più possibile abusare della pazienza dei palermitani, non si può più assistere impotenti al fallimento dei numerosi esercizi commerciali che hanno sede nelle zone interessate dai cantieri. E, con l’approssimarsi dell’estate ed il conseguente arrivo delle grandi nave da crociera, quali conseguenze avrà lo sbarco in città di decine di migliaia di turisti, che avranno enormi difficoltà a raggiungere dal porto il centro della città e i più importanti monumenti?".

Il Comune nei giorni scorsi ha inviato una lettera a Rfi (stazione appaltante, ndr) e Italferr chiedendo di attivare tutte le procedure previste per legge: la verifica dei ritardi, la possibilità di pianificare il recupero e, nel caso in cui quest'ultimo non fosse possibile da parte di Tecnis, la risoluzione del contratto. Lo stesso Orlando ha assicurato: "Non possiamo tenere un cantiere aperto per mesi nell'attesa che subentri un'altra ditta". Il rischio è che possano passare anche 18 mesi per motivi burocratici. “Le ultime vicende giudiziarie che coinvolgono la Tecnis sono inquietanti e motivo di grande preoccupazione - dice invece il segretario generale della Fillea Cgil, Franco Tarantino -. Non possiamo che auspicare che con l’amministrazione giudiziaria si trovi adesso la strada per fare ripartire i cantieri, che riguardano importanti opere, e salvaguardare l’occupazione. Il sequestro per mafia lascia sgomenti. Sia fatta piazza pulita di illegalità e collegamenti con la mafia - aggiunge il segretario della Fillea - ma al contempo si trovi la strada affinchè le importanti opere che coinvolgono la Tecnis siano realizzate pienamente e il lavoro sia tutelato”.

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