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Venerdì, 20 Maggio 2022
Cronaca Politeama / Via Emerico Amari

Tecnis, Ruperto commissario giudiziario: i lavoratori sospendono lo sciopero

Dopo una videoconferenza in tutti i cantieri d’Italia i dipendenti avrebbero deciso di lanciare un segnale e tornare all’opera. I sindacati annunciano un incontro al Mise per il prossimo 26 febbraio: "Necessario garantire le retribuzioni"

Ruperto diventa commissario giudiziario della Tecnis e i lavoratori annunciano di volere sospendere lo sciopero. A comunicarlo sono stati i sindacati che in una nota congiunta hanno spiegato i risvolti della vicenda che rischiava di travolgere i lavori per l’anello ferroviario e paralizzare la città per mesi con dei cantieri "fantasma". "L'auspicio è che con la nomina di Ruperto - dichiarano Santino Barbera, segretario generale Filca Cisl Sicilia e Francesco De Martino, segretario generale Feneal Uil Sicilia - si aprano nuovi e positivi scenari il futuro dell'azienda. Grazie all'impegno della magistratura e dei carabinieri dei Ros si farà chiarezza sulle infiltrazioni della criminalità organizzata nella Tecnis e siamo certi il commissario giudiziario farà ripartire i lavori, ponendo le basi della ripresa dell'azienda”. Questa mattina i carabinieri del Ros di Catania avevano sequestrato quote e azioni per alcuni presunti collegamenti tra il gruppo imprenditoriale e Cosa nostra.

L’ipotesi che i lavori che riguardano via Amari, via sicilia e viale Lazio subissero un consistente ritardo aveva gettato nel panico un po’ tutti tra amministratori, cittadini e commercianti. Al termine della videoconferenza in tutti i cantieri italiani della Tecnis di oggi, “Ruperto ha dato rassicurazioni sul proseguimento e completamento dell’opera”. Un’apertura alla quale hanno risposto i dipendenti del colosso catanese dell’edilizia, che hanno voluto dare un segnale annunciando l’intenzione di rimettersi a lavoro già da domani. “Le organizzazioni hanno condiviso e appoggiato la decisione della ripresa dell'attività produttiva, assunta nel corso di un'assemblea sindacale questo pomeriggio”, dichiarano Ignazio Baudo, Antonio Cirivello e Francesco Piastra, rispettivamente segretari di Fenal Uil, Filca Cisl e Fillea Cgil.

Durante l’incontro al Mise, in programma per il prossimo 26 febbraio, i sindacati ribadiranno “la necessità di garantire le retribuzioni dei lavoratori". Il Comune negli scorsi giorni aveva inviato una lettera a Rfi (stazione appaltante, ndr) e Italferr chiedendo di attivare tutte le procedure previste per legge: la verifica dei ritardi, la possibilità di pianificare il recupero e, nel caso in cui quest'ultimo non fosse possibile da parte di Tecnis, la risoluzione del contratto. Lo stesso Orlando ha assicurato: "Non possiamo tenere un cantiere aperto per mesi nell'attesa che subentri un'altra ditta”. Scenari che la nomina di Ruperto potrebbe aver scongiurato, permettendo di rimettere in moto la macchina e aprire nuovamente i cantieri per concludere i lavori nel più breve tempo possibile.

"In attesa che il commissario Ruperto faccia chiarezza sulle sorti dell’azienda - ha dichiarato Marco Frasca Polara, presidente dell’ottava circoscrizione - non possiamo tollerare che Palermo torni a essere la città delle incompiute. Ci è già bastata l’esperienza fallimentare della 'Cariboni', a cui furono rescissi gli appalti del sottopassaggio di via Perpignano, del raddoppio del Ponte Corleone e del Collettore fognario Sud-Orientale. Per quei danni finora nessuno ha risarcito i palermitani, con la beffa delle opere mai realizzate e dei fondi finiti in perenzione. Una vergogna. Se dovesse essere rescisso l’appalto, si faccia il più presto possibile per riaprire al traffico le vie Amari, Lazio e Sicilia, oggi sventrate e impercorribili, e si restituiscano alla città piazza Castelnuovo, piazza della Pace e viale Campania”.

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