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Indagine chiusa: fondatori del teatro Zappalà rischiano processo per bancarotta fraudolenta

Secondo il procuratore Sergio Demontis ed il sostituto Andrea Fusco, che hanno coordinato l’inchiesta della guardia di finanza, padre e figlio nel 2017 avrebbero pilotato il fallimento della società che gestiva la struttura per evitare di pagare debiti per 760 mila euro

Franco ed Antonio Zappalà, storici fondatori dell’omonimo teatro di via Autonomia Siciliana, rischiano un processo per bancarotta fraudolenta ed autoriciclaggio. La Procura ha infatti appena chiuso l’indagine a loro carico e si appresta a chiedere il loro rinvio a giudizio.

Il Teatro Zappalà era finito sotto sequestro lo scorso 3 dicembre e, una settimana dopo, il gip aveva deciso di riconsegnarlo alla cooperativa che lo gestisce, senza dissequestrarlo. Un modo per permettere all’attività di andare avanti e di non compromettere la stagione teatrale. 

Secondo il procuratore Sergio Demontis ed il sostituto Andrea Fusco, che hanno coordinato l’indagine della guardia di finanza, nel 2017, padre e figlio avrebbero pilotato il fallimento della società che gestiva il teatro per evitare di pagare debiti per 760 mila euro, maturati soprattutto nei confronti dell’Erario.

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