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Orlando veste i panni del direttore d'orchestra e svela ai bimbi i segreti del Teatro Massimo

L'iniziativa nell'ambito del progetto “Scopriamo l’orchestra”, per avvicinare i più piccoli a un mondo apparentemente riservato agli adulti. Il Sindaco: "Il Massimo non è soltanto un tempio della grande musica, ma anche teatro e casa della città"

Spettacoli, laboratori, visite guidate: sono le attività che il Teatro Massimo con gli assessorati alla Scuola e alla Cittadinanza solidale organizza nel quadro dei finanziamenti per la promozione di diritti e di opportunità per l'infanzia e l'adolescenza. Con i  laboratori “Scopriamo l’orchestra”, in corso in questi giorni, gli alunni di alcune scuole cittadine si stanno avvicinando al teatro, alla musica dal vivo e agli strumenti dell’orchestra. Prima lavorano in aula e poi li sperimentano sul palco. Ieri i protagonisti sono stati i bimbi che frequentano le quinte elementari dell’I. C. Di Vittorio. Presenti anche il sindaco Leoluca Orlando, che ha impugnato la bacchetta da direttore, l’assessore alla Scuola Giovanna Marano e il sovrintendente Francesco Giambrone.

Per Orlando "Il Massimo non è soltanto un teatro accogliente, viene percepito come il teatro della città, una città che sta riscoprendo grazie all’impegno delle scuole la musica. La presenza degli studenti con gli insegnanti e con i loro genitori al Teatro Massimo, conferma ancora una volta che il Massimo non è soltanto un tempio della grande musica, ma anche teatro e casa della città".

"Con questi laboratori e con il rapporto fecondo e decisivo instaurato con il Teatro Massimo -- sottolinea l'assessore Marano - proponiamo un approccio alla musica inteso come educazione all’ascolto. Si tratta di un esercizio utilissimo perché introducendo bambine e bambini alla musica li accompagna  verso  l’ascolto dell’altro. Tutto ciò che noi proponiamo in termini d’ascolto musicale permette di rendere forte il senso di condivisione, di cooperazione e quindi anche di comunità. Niente come la attività emotiva sprigionata dalla musica ha la forza di aprirci all’ascolto dell’altro".

"È sempre una grande soddisfazione – dice il sovrintendente Francesco Giambrone – poter accogliere dei giovani, che scoprono con questi progetti la magia della vita del Teatro, avendo l’opportunità di accostarsi anche a tutto il lavoro che si svolge dietro le quinte. Scendere nella fossa dell’orchestra e osservare gli strumenti da vicino aggiunge una nuova dimensione allo studio già fatto in classe, grazie al minuzioso e attento lavoro degli insegnanti che destano la curiosità dei ragazzi e li preparano agli spettacoli e alle visite in teatro, iniziando così un rapporto tra questi giovani e il teatro della loro città che spero li accompagnerà per tutta la vita".
 
La Fondazione Teatro Massimo nel corso degli ultimi anni ha avviato un progetto di riqualificazione e valorizzazione del territorio e dei quartieri disagiati della città attraverso la realizzazione di manifestazioni culturali. Solo nel 2019 sono stati allestiti gli spettacoli "Oh che armonico fracasso!" e "Bastiano e Bastiana" in sala Onu, e "Il meraviglioso circo della luna" in sala grande. Un concerto in sala grande la sera del 25 novembre ha visto la partecipazione di oltre 300 bambini e ragazzi delle orchestre e dei cori di Palermo ripreso da RaiI Ragazzi. E ancora, tra ole iniziative, la "Cenerentola di Danisinni "che si è svolta a settembre coinvolgendo gli abitanti del quartiere palermitano nella preparazione dello spettacolo e i laboratori multidisciplinari per bambini e ragazzi che permettono di scoprire il Teatro Massimo, la musica, gli strumenti musicali, e i laboratori di Brancaccio dove vengono create le scene degli spettacoli. Le opere in sala Onu tra novembre e dicembre hanno visto la partecipazione di oltre 500 studenti tra novembre e dicembre, mentre i 26 appuntamenti dei laboratori svoltisi tra ottobre e gennaio per "a casa della musica", "Scopriamo l’orchestra", e i laboratori in sartoria e nei laboratori scenografici di Brancaccio hanno coinvolto oltre 1250 tra bambine e bambini e i docenti accompagnatori. Destinatarie privilegiate di questo progetto sono state quelle istituzioni scolastiche ubicate in territori a rischio di marginalità sociale.
 

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