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Il Teatro Massimo

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Teatro Massimo, dimezzato il contenzioso: tagli alle consulenze legali

Le cause passate da 139 a 60 ed è stata avviata un'operazione di recupero crediti. Il vicepresidente del Teatro Massimo: "Fondazione più stabile e sicura. Già nel 2015 risparmiati 100 mila euro"

La Fondazione Teatro Massimo riduce drasticamente il contenzioso passivo (da 139 a 60 cause), avvia un’operazione sistematica di recupero dei crediti e azzera gli incarichi di consulenza legale. Questi i risultati del biennio di lavoro del vicepresidente con delega agli Affari legali, Leonardo Di Franco. In due anni la Fondazione ha gestito ben 139 cause legate anche al clima fortemente conflittuale degli anni precedenti, adesso sono 60, con un abbattimento del 56,8%.

"Il 73,4% delle liti che abbiamo definito in questi due anni di gestione hanno avuto esito favorevole, e per questo dobbiamo certamente ringraziare i nostri legali per l’ottimo lavoro svolto. Ma soprattutto – spiega Di Franco – registriamo una drastica riduzione delle cause nuove, grazie anche al positivo clima interno e alla politica di relazioni sindacali portata avanti dal sovrintendente Francesco Giambrone. Un teatro che abbatte il contenzioso è un teatro più stabile e sicuro, e meno esposto a rischi".

"La riduzione del contenzioso, oltre a positivi effetti finanziari – dice Leoluca Orlando, sindaco di Palermo e presidente della Fondazione Teatro Massimo - è certamente conferma di una condizione di complessiva ‘buona salute’ del Teatro, punto di riferimento di attività artistico-culturali di alta qualità ma anche struttura aziendale finanziariamente virtuosa e sempre più efficiente".

Parallelamente, anche al fine di scoraggiare le liti pretestuose o bagatellari, la Fondazione ha avviato una sistematica operazione di recupero delle spese processuali liquidate in suo favore dai giudici. Un’attività non sempre semplice che sta cominciando a ottenere i suoi risultati sia in termini economici sia in funzione deflattiva del contenzioso. "Abbiamo anche sbloccato – aggiunge il vicepresidente - oltre 838 mila euro vincolati in banca a causa di pignoramenti nei confronti della Fondazione le cui procedure esecutive, per svariate ragioni, si erano da tempo estinte. Questa consistente somma, in parte bloccata sin dal 2007, è stata finalmente recuperata all'attivo del Fondazione".

Risparmi anche sul fronte degli ingaggi degli avvocati reclutati per patrocinare le cause: grazie, infatti, alla disponibilità dei professionisti di sposare la politica di contenimento delle spese della Fondazione, i compensi concordati e in alcuni casi rinegoziati al ribasso, prevedono un abbattimento dei parametri forensi di oltre il 50%. Mentre sono stati azzerati gli incarichi di consulenza legale della Fondazione: "Una politica – dice Di Franco – che nel 2015, solo per i tagli alle consulenze, ha consentito risparmi per circa 100 mila euro".

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