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Il Teatro Biondo

Il Teatro Biondo

Caos al Biondo, niente stipendi da 3 mesi e stagione a rischio: "Mazzata per Palermo"

Sono in tutto 47 i posti di lavoro in bilico. L'accusa: "Il sindaco ha deciso di scaricare il teatro, facendo figli e figliastri". Chiesto l'intervento di Crocetta

“I lavoratori del Teatro Biondo già da quasi due anni hanno avuto lo stipendi decurtato del 40 per cento e sono in arretrato di tre mensilità. Questa è una condizione insostenibile per gli stessi lavoratori che hanno contribuito fattivamente a risanare e rilanciare il teatro”. I sindacati insorgono, Orlando "chiama" Crocetta. E' caos al Teatro Biondo. E a questo punto l'avvio della prossima stagione è a serio rischio. Si è discusso di tutto questo nel vertice di Palazzo delle Aquile tra Orlando e la direzione del Biondo.

Il sindaco ha rappresentato “la gravità della situazione finanziaria del Teatro e la sua attuale insostenibilità in assenza di misure di riorganizzazione e diminuzione dei costi. Queste misure sono indispensabili per salvaguardare la presenza del teatro pubblico, che è inderogabile esigenza di Palermo. A tale esigenza è indispensabile richiamare la responsabilità dell'attuale gestione”. Il sindaco ha "invitato" Crocetta e la direzione del teatro "a un confronto serrato, che renda possibile e sostenibile la presenza di una così importante istituzione culturale per Palermo".

E' polemico il capogruppo dei Comitati Civici al Consiglio comunale Filippo Occhipinti: "Orlando ha deciso di scaricare il Teatro Biondo, facendo figli e figliastri. Ormai non è un problema di risorse economiche ma di volontà di salvare le attività culturali dell'ente, i posti di lavoro e conseguentemente 47 famiglie. In una città in cui il Comune ha salvato migliaia di lavoratori, non si trovano le risorse per appena 47: è assurdo. Un grave colpo di grazia alla città che sta morendo a causa di questa amministrazione: tenteremo di coinvolgere tutte le opposizione nel reperimento dei soldi necessari nel prossimo bilancio per non privare Palermo di un vero tesoro culturale. Si possono trovare le risorse eliminando gli sprechi, è solo una questione di volontà, e la Regione deve fare la sua parte".  

I sindacati intanto sono sul piede di guerra: “Siamo convinti – dice il segretario dell'Slc Cgil Maurizio Rosso - che sia opportuna una discussione immediata su alcuni punti: una riorganizzazione del lavoro attraverso una rimodulazione del contratto di secondo livello, che è stato decurtato in modo scellerato unilateralmente. Secondo: una rimodulazione dei modelli produttivi, la ricerca di soci privati, la collaborazioni con gli altri teatri e l'uso di strumenti tecnologici. E altro punto fondamentale – puntualizza Rosso - che le istituzioni politiche tengano fede agli impegni presi con il teatro. Crediamo sia fondamentale recuperare la quota della Provincia, e che le risorse dei soci siano erogate nei tempi giusti, perché questo è l'elemento fondamentale della costruzione del debito del teatro. A oggi il bilancio del teatro, con le somme erogate, sarebbe in pareggio”.

L'Slc Cgil farà partire una richiesta di incontro al presidente della Regione, all'assessore regionale al Turismo Anthony Barbagallo, al Comune di Palermo e al management del teatro per chiedere l'erogazione degli stipendi stipendi arretrati ai lavoratori. “Sin da oggi l'Slc è pronta ad aprire un dialogo – aggiunge il segretario Maurizio Rosso -. Auspichiamo un accordo immediato per pianificare i prossimi tre anni e costruire una produzione culturale che abbi un fotte riscontro in un città metropolitana come Palermo. Questo sindacato rimane disponibile sin da oggi ad aprire una discussione no stop sui nuovi modelli produttivi ma sottolineando con forza che i lavoratori di questo teatro sono un valore aggiunto e un bacino di enorme professionalità. Inoltre siamo convinti che per rimodulare e ridiscutere i sistemi organizzativi e produttivi del teatro sia necessario programmare anche periodi formativi del personale con l'accesso ai fondi di formazioni, per agevolare l'uso delle nuove tecnologie”.
 

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