Tagli al Teatro Biondo, da lunedì lavoratori a casa per sei mesi: "Politica miope"

La conferma è arrivata nero su bianco: il personale ha ricevuto una lettera. La portavoce del M5S alla Camera, Chiara Di Benedetto esprime solidarietà: "Il modello gestionale del Biondo va ripensato"

Da lunedì 12 lavoratori del teatro Biondo resteranno a casa per sei mesi. La conferma è arrivata nero su bianco: il personale, interessato dai tagli, ha ricevuto una lettera con i nomi e cognomi di chi, contro la propria volontà, dovrà incrociare le braccia e andare in 'cassa integrazione'. I lavoratori usufruiranno del fondo d'integrazione salariale previsto dal Jobs Act di Matteo Renzi e percepiranno l'80% dello stipendio. La drastica decisione ha lo scopo di far quadrare i conti raggiungendo il pareggio di bilancio alla fine dell'anno. 

IL COMITATO. I lavoratori, oltre a protestare, lo scorso 5 ottobre hanno deciso di costituire un comitato di lavoratori, che raggruppa tutte le sigle sindacali.

SOLIDARIETA' DAL M5S. La portavoce del Movimento 5 Stelle alla Camera dei Deputati Chiara Di Benedetto esprime solidarietà ai dipendenti del Biondo. "Già in tempi non sospetti - afferma Di Benedetto - il Movimento 5 Stelle aveva sollevato dubbi sui tagli al personale che venivano paventati nelle linee guida per l'attuazione del piano industriale 2016-2019 del teatro. Puntuale è arrivato l'annuncio degli ammortizzatori sociali". Secondo la deputata quella scelta dal consiglio d'amministrazione dello stabile sarebbe "una politica miope, peraltro in contrasto con gli intenti dichiarati da uno dei soci in sede di presentazione della stagione in procinto di iniziare, di fare del Biondo un teatro Nazionale. Il modello gestionale del Biondo va ripensato. Occorre ispirare l'offerta a criteri di efficienza, ma questo non può coincidere con i tagli indiscriminati al personale, specie nei settori nevralgici per l'attività teatrale. Non si può prescindere dal patrimonio professionale acquisito dal personale interno se si vuole migliorare la qualità del'offerta. Occorre fare rete con gli altri teatri siciliani e incentivare le coproduzioni".

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Anche il presidente dei Comitati Civici al consiglio comunale di Palermo Filippo Occhipinti interviene: “Lavoratori abbandonati da Comune e Regione. Da mesi denunciamo che il tanto annunciato rilancio dello Stabile è stato fatto solo di tagli ed enormi sacrifici dei dipendenti, gli unici a pagare per le scelte dissennate del passato e attuali. Il nuovo piano, confermato dal Cda, ne è la conferma” .

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