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Caos Teatro Biondo: Alajmo presenta le dimissioni, ma il cda chiede piano di rilancio

Il consiglio di amministrazione non ha esaminato la richiesta del direttore perchè non era all'ordine del giorno. Al contrario ha dato mandato proprio ad Alajmo e al consigliere Vittorio Scaffidi Abbate, "congiuntamente o separatamente, di predisporre un piano straordinario di intervento"

Clima sempre più teso al teatro Biondo, da oggi senza direttore. Roberto Alajmo ha presentato le dimissioni al consiglio di amministrazione. Il cda si è riunito proprio nel pomeriggio ma non ha potuto esaminare la missiva, perchè il punto non era all'ordine del giorno. Al contrario il cda ha dato mandato ad Alajmo e al consigliere Vittorio Scaffidi Abbate, ''congiuntamente o separatamente, di predisporre un piano straordinario di intervento''. 

Di certo la decisione di Alajmo complica una situazione già difficile, con i lavoratori senza stipendio e il sindaco che invita i vertici a fare un'opera di risanamento dei conti.

Il cda, si legge in una nota, "prende atto della lettera inviata dal sindaco di Palermo in data 28 luglio, e dopo ampia e approfondita discussione, alla quale sono intervenuti tutti i consiglieri, esprime innanzitutto profondo rammarico per le mancate intese istituzionali tra la Regione Siciliana e il Comune di Palermo, auspicate dagli stessi in sede di assemblea il 6 giugno scorso". "Il consiglio di amministrazione, inoltre - prosegue la nota , ritiene ineludibile l'avvio di una procedura straordinaria di ulteriore contenimento della spesa, tendenzialmente, nei termini e nei limiti indicati nell'assemblea dei soci del 6 giugno scorso, anche se non può non osservare che la vita amministrativa e artistica del Teatro, per l'esercizio finanziario in corso, si è già esaurita per quasi gli 8/12 del suo iter, e che risente ancora oggi del disagio economico derivante dalla scarsa liquidità di cassa per i ritardi nell'erogazione delle quote associative da parte dei soci Regione Siciliana e Comune di Palermo". Inoltre il Cda - si legge sempre nella nota - "esprime disagio per la situazione che si è determinata nelle relazioni con il personale per i ritardi nei pagamenti stipendiali, come per i ritardi in tutti gli adempimenti connessi, ritardi determinati dai mancati versamenti delle quote di cui sopra e dall'esaurimento della disponibilità bancaria, ancorchè onerosa, ad essi collegata". Infine, il cda "ha dato mandato al direttore Roberto Alajmo e al consigliere Vittorio Scaffidi Abbate, congiuntamente o separatamente, di predisporre un piano straordinario di intervento, in coerenza con quanto deliberato dall'Assemblea dei Soci del 6 giugno scorso, previsto in caso di mancato intervento straordinario degli stessi. Tale piano, pur individuando i tagli possibili in tema di produzione, ospitalità e gestione delle risorse, come deliberato dall'Assemblea dei Soci, dovrà, necessariamente, tener conto di criteri e parametri quantitativi e qualitativi posti dalla normativa vigente per garantire le caratteristiche strutturali di Teatro Stabile e, quindi, evitare rischi di contrazione del contributo ministeriale legato a teli requisiti. Il consiglio di amministrazione si riserva di esaminare detto piano nell'ultima decade del mese in corso per sottoporlo, immediatamente dopo, all'assemblea dei soci". 

 

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