Venerdì, 22 Ottobre 2021
Cronaca

Nuova bocciatura per il Biondo: non sarà "Teatro Nazionale"

Si tratta del secondo "no" consecutivo: il primo nel 2015. Ha avuto una valutazione di 8,5 punti, sotto la soglia minima di 10. Ferrandelli: "E' mancata la capacità di coinvolgere le realtà emergenti e di farle crescere"

A settembre il ministero dei Beni e delle attività culturali aveva assegnato al Teatro Biondo più risorse, riconoscendone il valore del progetto artistico triennale, ma non è bastato. La commissione ministeriale presieduta da Guido Di Palma non ha concesso lo status di "teatro nazionale". Si tratta della seconda bocciatura consecutiva. La prima era arrivata nel 2015, ma i successivi riconoscimenti e l'opera di rilancio intrapresa avevano fatto ben sperare per quest'anno. Le speranze si sono infrante contro numeri poco lunsinghieri: il Biondo ha avuto una valutazione di 8,5 punti, quando la soglia minima per il riconoscimento di teatro nazionale è 10. Numeri che pesano ancora di più se si pensa che arrivano nell'anno di Palermo Capitale della Cultura.

Il presidente Giovanni Puglisi ha annunciato però che "d’intesa con il sindaco Leoluca Orlando, chiederemo al ministero di sottoporre il nostro progetto a un riesame da parte della commissione consultiva per il Teatro, fermo restando che presenteremo, nei tempi previsti, il progetto rimodulato per la categoria dei Teatri di rilevante interesse culturale".

"È una brutta notizia per tutta la città - commenta Fabrizio Ferrandelli, consigliere comunale de I Coraggiosi -. Ancora una volta, la sua candidatura a teatro nazionale non viene accolta. È pur vero che bisogna aprire una riflessione sui numeri che declassano la qualità del teatro, da 27 su 30 nel 2017 a 8.5 su 30 nel 2018. Commissioni diverse che valutano progetti diversi, ma che parimenti bocciano il teatro. Se la direzione del Biondo intende fare ricorso, per carità non ci opporremo, ma per lo spirito di costruttività e onestà che ci contraddistingue – precisa Ferrandelli - non possiamo che porre delle valutazioni, guardando oltre i confini regionali, a come operano gli altri teatri nazionali: come ad esempio quelli confermati tra i teatri nazionali o  così come il neo eletto a Genova. Dalle esperienze virtuose possiamo solo prendere spunto per migliorare la nostra gestione: far convergere più teatri della stessa città (vedi esempio di Genova con lo stabile e l’Archivolto che si mettono insieme) cosa che manca alla proposta del Biondo; le tre sale. È vero che servono 1.000 posti per accedere al riconoscimento, ma lo è altrettanto che tutti gli altri teatri nazionali operano su tre sale; essere punto di riferimento di produzione per l’intera area regionale.  Al di là di questo - spiega - credo sia mancata la capacità di coinvolgere le realtà emergenti e di farle crescere, proponendole sul territorio nazionale. Invece qui ci si limita a uno sciorinamento di figurine prestigiose. Propongo queste riflessioni - continua il capo dell’opposizione - perché sto dalla parte della comunità degli operatori culturali dello spettacolo dal vivo che, al di là di questa bocciatura, avrebbero meritato questo riconoscimento. Perché il teatro palermitano è Nazionale, anche se il Biondo non lo è!  Sul teatro cittadino, a mio avviso - conclude Ferrandelli - abbiamo assistito più a un’operazione di facciata che ammanta di cultura la città senza un reale e duraturo coinvolgimento dei professionisti”.
 

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