Mercoledì, 28 Luglio 2021
Cronaca

Teatri privati esclusi dal Comune: "Per noi zero fondi, lanciamo Palermo capitale dell'ignoranza"

Fuori da Palermo capitale della cultura e dal bilancio di Palazzo delle Aquile, Federteatri reagisce con una provocazione: "A maggio spettacoli contro i governanti che ci ignorano". I consiglieri di maggioranza e opposizione: "Fondi strutturali con la tassa di soggiorno"

L'interno del teatro Lelio

Esclusi dalla programmazione di Palermo capitale italiana della cultura e senza sostegno economico da parte del Comune: i teatri privati della città sul piede di guerra puntano il dito contro l'amministrazione Orlando, che nel bilancio di previsione non ha previsto per loro nemmeno un euro.

Contro quelle che vengono definite "decisioni inspiegabili", Federteatri (l'associazione che riunisce i 15 teatri privati cittadini) reagisce con un'iniziativa provocatoria: "A partire da metà maggio - annuncia a PalermoToday il presidente Francesco Giacalone - lanceremo il festival 'Palermo capitale dell'ignoranza 2018'. Ignoranza nel senso che siamo ignorati dall'amministrazione comunale e che i nostri governati considerano certi teatri di serie A e altri di serie B. Siamo stanchi di chiedere elemosine o di fare i mendicanti di turno, rivendichiamo lo stesso trattamento dei teatri pubblici".

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Un dissenso che Federteatri ha manifestato oggi nel corso di un'audizione in commissione Bilancio, al termine della quale i consiglieri di maggioranza e opposizione all'unanimità hanno deciso di tentare la strada di un emendamento al regolamento sulla tassa di soggiorno per reperire risorse economiche da destinare ai teatri privati della città. Un comparto che nel 2017 ha registrato 20mila abbonati e 173mila spettatori. "L'85% del fatturato dei teatri di Palermo - afferma ancora Giacalone - proviene dal settore privato. Le istituzioni però continuano a snobbarci, se pensiamo ad esempio che in Sicilia i contributi di Stato, Regione e Comuni verso i teatri pubblici ammontano al 93%. A noi rimane il 7%".

I 15 treatri di Palermo impiegano 120 dipendenti in pianta stabile e per accedere ai fondi regionali devono produrre almeno mille giornate contributive. "Ciò significa - prosegue il presidente di Federteatri Sicilia - che solo a Palermo vengono ingaggiati 15mila artisti ogni anno. Riteniamo inspiegabile il fatto di essere tagliati fuori dagli eventi di Palermo capitale italiana della cultura. Qualche settimana fa abbiamo incontrato l'assessore comunale alla Cultura Andrea Cusumano e ci ha letteralmente liquidato. L'unica cosa che ciò ha proposto è di mettere dei cartelloni pubblicitari sugli eventi di Palermo capitale della cultura nei nostri teatri. Una beffa degna del miglior film di Totò, che abbiamo respinto al mittente".

Sull'argomento abbiamo provato a rintracciare l'assessore Cusumano, ma senza esito. Alla presunta chiusura dell'amministrazione comunale, Federteatri contrappone "l'apertura della commissione Bilancio" che, dice Giacalone, "ha preso a cuore la nostra situazione". Giulio Cusumano, consigliere di maggioranza del gruppo Palermo 2022, giudica "grave l'atteggiamento dell'amministrazione nei confronti dei teatri privati. Perché al Massimo vengono dati 2 milioni di euro, al Biondo un milione e a tutto il resto nemmeno un quattrino? Non servono interventi spot, ecco perché ho chiesto un fondo strutturale. Dai proventi della tassa di soggiorno vengono destinati 650mila euro al Massimo, noi vogliamo portare questa cifra ad un milione per dare ulteriori 350mila euro ai teatri privati. La prossima settimana convocheremo in commissione Bilancio gli uffici preposti per vagliare questa proposta". 

"Il comparto dei teatri chiede un netto salto di qualità all'amministrazione comunale, anche con l'approvazione e l'esecuzione di un regolamento sull'accesso ai fondi attraverso procedure concorsuali trasparenti". Così il capogruppo del M5S Ugo Forello e la consigliera Viviana Lo Monaco, che non hanno risparmiato attacchi all'amministrazione comunale: "Anche in questo settore Palermo si conferma capitale del caos piuttosto che della cultura. Le procedure di distribuzione delle risorse pubbliche continuano ad essere poco chiare e prive di trasparenza, basti pensare alla fine che fanno i proventi della tassa di soggiorno o i contributi del 'Patto per il Sud'. Appare peraltro ridicola e paradossale la decisione, non motivata, da parte dell'amministrazione, proprio nell'anno dedicato alla cultura, di concludere dopo ben 24 anni il rapporto d'affitto con il teatro tenda Zappalà per l'area di via Autonomia Siciliana. Per chiarire i contorni anche di questa vicenda, abbiamo convocato d'urgenza il dirigente del settore Patrimonio in commissione".

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