Recuperate a Palermo e "liberate" a Ustica: Perla e Carlotta riabbracciano il mare

Sotto gli occhi di una grande folla, due tartarughe della specie Caretta caretta curate all'istituto zooprofilattico sperimentale sono tornate a nuotare in mare aperto, nel loro habitat naturale

La folla che ha assistito alla "liberazione" delle tartarughe

Sono tornate a nuotare in mare aperto, nel loro habitat naturale, altre due tartarughe della specie Caretta caretta, curate e riabilitate presso il Centro di referenza nazionale sul benessere, monitoraggio e diagnostica delle malattie delle tartarughe marine dell’Istituto zooprofilattico sperimentale della Sicilia. Perla e Carlotta, così sono state chiamate, questa mattina hanno potuto riabbracciare il mare. Sono tornate libere nelle acque dell’isola di Ustica sotto gli occhi di una grande folla di adulti e piccini che ha partecipato con emozione e stupore alla cerimonia di liberazione delle due tartarughe. 

I due esemplari erano stati recuperati nei mesi scorsi dalla capitaneria di porto a largo di Palermo. Perla, esemplare di otto chili, aveva ingerito plastica e, dopo un trattamento disintossicante è stata curata con antibiotico per una patologia polmonare. Carlotta, tartaruga di 16 chili, è arrivata presso il Cretam dell’Izs Sicilia lo scorso luglio con un amo in esofago per cui è stato necessario un intervento di esofagotomia.

Alla cerimonia di liberazione delle Caretta caretta, presso il Faro di Punta Cavazzi ad Ustica, erano presenti, tra gli altri, il commissario straordinario dell’IZS Sicilia Salvatore Seminara, il sindaco del comune di Ustica, Salvatore Militello e il direttore dell’area marina protetta di Ustica, Salvatore Livreri Console. “Ringrazio sia Legambiente che il direttore dell’Area Marina Protetta di Ustica – ha detto il commissario dell’IZS Sicilia Salvatore Seminara – per aver organizzato la manifestazione di liberazione delle due tartarughe in maniera impeccabile. Saremo felici di tornare sull’isola anche in futuro per liberare altri esemplari”.

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