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(foto archivio)

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Operazione Octopus, il Tar sospende la revoca della licenza alla Lion Security

Il provvedimento del prefetto era arrivato due giorni dopo l'operazione che ha portato all'arresto di 11 persone. Per il tribunale amministrativo, in attesa del giudizio di merito, il provvedimento potrebbe mettere a rischio la sopravvivenza dell'impresa

Sospeso il decreto del Prefetto con cui era stata revocata la licenza alla Lion security srl. Questsa la decisione del Tar sul ricorso presentato dal legale rappresentante dell’impresa e titolare della licenza, Francesco Bruno, tramite l’avvocato Luigi Raimondi. Secondo i giudici amministrativi "le circostanze richiamate a sostegno dell’atto impugnato, allo stato attuale, non risultano di univoca lettura e sussiste, altresì, il periculum in mora, essendo, l’atto di revoca, tale da mettere a rischio la sopravvivenza stessa dell’impresa durante il periodo necessario a giungere alla decisione definitiva e tale da giustificare la necessità d’un più approfondito riesame da parte della competente Prefettura in ordine all’intera vicenda”.

La revoca della licenza era arrivata lo scorso 19 settembre, pochi giorni dopo l’operazione Octopus. I carabinieri due giorni prima avevano arrestato undici persone con l'accusa di estorsione aggravata. Poco dopo è arrivato il provvedimento del prefetto Antonella De Miro che considerava Francesco Bruno “persona capace di sottomettersi alle pressioni e alle intimidazioni mafiose, dal momento che subiva pretese da soggetti esponenti della mafia di Porta Nuova che prepotentemente imponevano la loro presenza nell’attività di sicurezza, in palese contrasto con le funzioni di garanzia demandate alla società con il rilascio dal titolo”.

Il Tar ha quindi accolto la richiesta avanzata dall’avvocato Raimondi per evitare di compromettere l’attività della Lion security srl e non “mettere a rischio la sopravvivenza della stessa impresa durante il periodo - scrivono i giudici - necessario a giungere alla decisione definitiva e tale da giustificare la necessità d’un più approfondito riesame da parte della competente Prefettura in ordine all’intera vicenda (anche sotto il profilo della proporzionalità della sanzione applicata)”. Il Tribunale amministrativo per la Regione siciliana ha quindi sospeso l’efficacia del provvedimento impugnato fino all’esito del disposto riesame e fissata l’udienza pubblica del 21 aprile 2020 per la trattazione nel merito del ricorso.

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