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L'area del parco di villa Turrisi

L'area del parco di villa Turrisi

"Il canale Passo di Rigano non è un corso d'acqua", no del Tar al vincolo della Sovrintendenza

Accolto il ricorso di un ente religioso che aveva fatto segare degli alberi vicino al canale interrato, definito dai giudici "mera conduttura fognaria". Per l'avvocato la sentenza "accelera la concessione dei permessi edilizi" e apre le porte "agli incentivi col superbonus del 110%"

Il canale Passo di Rigano, interrato sin dagli anni '60, "non può essere considerato un corso d’acqua" e di conseguenza le aree che ricadono entro i 150 metri dal suo tracciato non possono essere sottoposte a vincolo dalla Sovrintendenza dei beni culturali e ambientali. 

Questo il principio affermato dal Tar con la sentenza numero 2742 del 2020, che ha accolto il ricorso dell'Aere (Associazione evangelica per i rapporti esterni). L'avvocato Carmelo Restivo, che rappresenta l'ente religioso, si spinge oltre e sostiene che questa decisione dei giudici amministrativi "accelera l'iter per la concessione dei permessi edilizi per interventi non di mera manutenzione su terreni e immobili vicino ai canali tombati" e apre le porte "ai nuovi incentivi con il superbonus del 110%, perché i proprietari di edifici nelle vicinanze dei canali interrati non avranno più l’aggravio tecnico-amministrativo di dover sottoporre al parere della Sovrintendenza tutti gli interventi sugli esterni: dalle verande ai pannelli solari, passando per il cosiddetto cappotto termico".

Alberi tagliati a Villa Turrisi, arriva lo stop dei vigili

L'Aere, proprietario di alcuni terreni che ricadono all'interno del parco Villa Turrisi, "polmone verde" del quartiere Uditore, aveva fatto segare degli alberi e sdradicato degli arbusti, ma la polizia municipale ha stoppato i lavori, perché considerati "abusivi". Da qui il ricorso al Tar. Secondo i vigili (che hanno redatto verbale di contestazione) - intervenuti dopo la segnalazione di un gruppo di associazioni (Wwf Sicilia Nord Occidentale, Parco Villa Turrisi e dal comitato Bonafede-Russia) - i proprietari avrebbero dovuto chiedere il nulla osta alla Sovrintendenza, per l'esistenza di un vincolo fluviale, in quanto il terreno si trova entro 150 metri dal canale Passo di Rigano.

Il recente pronunciamento del Tar, invece, ha annullato "l’ordine di riduzione in pristino degli interventi di potatura e 'capitozzatura' degli alberi". In altre parole, ha affermato che non dovranno essere ripiantati gli alberi tagliati. Il motivo? Il canale, scrive il Tar, "è stato interrato e quello che un tempo era il suo tracciato è occupato dalla carreggiata stradale di una serie di vie di Palermo, cosicché si è trasformato in una mera conduttura appartenente al sistema fognario". Circostanza che lo rende non classificabile come un corso d’acqua e dunque "comporta l'inefficacia del relativo vincolo". 

La sentenza emessa dalla prima sezione del Tar - presidente Calogero Ferlisi, consiglieri Aurora Lento (estensore) e Roberto Valenti - è destinata a fare giurisprudenza. "Questo pronunciamento - sottolinea l'avvocato Restivo - avrà un impatto notevole, perché il vincolo di cui è stata esclusa la sussistenza avrebbe investito un'area molto estesa di Palermo. Peraltro il principio sancito dal Tar ha una portata generale perché il canale Passo di Rigano non è l’unico corso d’acqua oggi interrato nel territorio cittadino". Per comprendere la portata della decisione del Tar, basta considerare che - se fosse stata avallata la tesi della polizia municipale e della sovrintendenza - "migliaia di edifici, posti a 150 metri a sinistra e a destra dei canali Passo di Rigano, Paradiso, Luparello, Celona, Mortillaro, Boccadifalco, Favara, Vadduneddo, Kemonia e Papireto, rischiavano sol per questo motivo di essere gravati da un vincolo paesaggistico. Adesso - conclude il legale - la sovrintendenza dovrebbe allinearsi a questa senteza e non richiedere più il vincolo". 

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