Venerdì, 6 Agosto 2021
Cronaca

Tangenti sulla Siracusa-Gela, sei arresti: c’è anche un avvocato palermitano

Terremoto al Consorzio Autostrade Siciliane. Sei persone arrestate per presunte mazzette, tra i destinatari del provvedimento anche Stefano Polizzotto, ex capo della segreteria tecnica di Rosario Crocetta

Stefano Polizzotto

Un presunto giro di mazzette dietro ai lavori di realizzazione dell’autostrada Siracusa-Gela. C'è anche Stefano Polizzotto, l’ex capo della segretaria tecnica dell’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta, tra i sei arresti disposti oggi dal gip di Messina. In manette anche Duccio Astaldi, presidente del consiglio di gestione della Condotte Spa, impresa italiana leader nel settore delle costruzioni. Polizzotto è finito ai domiciliari, così come Astaldi e il presidente del consiglio di amministrazione della Cosige Scarl Antonio D’Andrea. In manette è finito anche il funzionario del Consorzio Autostrade Siciliano Gaspare Sceusa, mentre in carcere è andato il finanziere Nicola Armonium e il vicepresidente del Cas (Consorzio Autostrade Siciliane) Antonino Gazzarra. Le accuse della Procura di Messina sono, a vario titolo, di turbata libertà degli incanti, abuso d’ufficio e corruzione.

L’indagine è scattata a seguito di una segnalazione alla Procura messinese da parte del Tar, a cui avevano fatto ricorso le ditte escluse dalla gara di affidamento dei lavori, ed è stata coordinata dal procuratore di Messina Maurizio De Lucia. Oltre ai 6 arrestati sono coinvolte nell’inchiesta altre 5 persone, tra cui i componenti della commissione che avrebbe dovuto verificare la congruità delle offerte per l’affidamento delle opere: Pietro Mandanici, Sebastiano Sudano, Antonino Recupero e Corrado Magro. Indagato anche Maurizio Trainiti, direttore generale pro-tempore del Cas.

L’attenzione degli investigatori sia concentrata sull’assegnazione della realizzazione delle opere infrastrutturali al raggruppamento temporaneo di imprese Condotte per l’Acqua spa – Cosige spa. La commissione aggiudicatrice avrebbe in particolare pilotato la libertà degli incanti, fissando svariate sedute con il finto intento di ottenere chiarimenti sull’analisi di spesa dell’offerta presentata dai concorrenti, e richiedendo integrazioni per mostrare solo formalmente un particolare approfondimento degli elementi forniti dai partecipanti alla gara.  Una attività volta solo a camuffare la già avvenuta scelta dell’aggiudicatario. Un altro aspetto dell’inchiesta riguarda un presunto abuso d’ufficio commesso da Polizzotto e dal direttore generale pro tempore del Cas, Maurizio Trainiti, dal vicepresidente Gazzarra, figura chiave dell’indagine, da Antonio D’Andrea, Duccio Astaldi e Nicola Armonium. In particolare sarebbe stata inserita nel contratto d’appalto una clausola che prevedeva la possibilità di posticipare i termini di consegna del lotto prioritario e di ultimazione dell’opera. Questo per i pm avrebbe provocato un danno al Cas. A Gaspare Sceusa, responsabile unico del procedimento relativo all’appalto, i pm contestano di avere autorizzato illegittimamente la Cosige Scarl (società consortile costituita tra la Condotte d’Acqua S.p.A. e la Cosedil S.p.A.) a stipulare un contratto di sub-appalto per una consulenza legale con un’altra società, la Pachira Partners spa. La Pachira avrebbe incassato per il servizio offerto 1 milione e 650mila euro, ma la somma, secondo i magistrati, sarebbe stata una tangente creata dalla società vincitrice dell’appalto per “remunerare” il vicepresidente del Cas.

La società, secondo gli inquirenti, era in realtà una scatola vuota, con a capo Nicola Armonium che si avvaleva della collaborazione esterna dello studio dell'avvocato palermitano Polizzotto, il quale in passato aveva avuto incarichi presso la Regione e ricevuto consulenze da parte del Cas. 

Poco dopo l’ex presidente della Regione Siciliana Rosario Crocetta ha commentato l’arresto del palermitano Polizzotto, suo ex capo di segreteria tecnica. “Polizzotto ha smesso di fare il consulente per me alla fine del 2013 - ha spiegato Crocetta -. Il reato per cui è indagato è stato commesso dopo, quando l’avvocato non aveva da tempo alcun rapporto di collaborazione con la mia presidenza. Alle ultime elezioni ha sostenuto Forza Italia e l’attuale Presidente”.

“Nessuno speculi sull’idagine che riguarda l’ex mio consulente Polizzotto – ha aggiunto Crocetta -. Ha smesso di fare il mio consulente alla fine del 2013, per differenze di vedute su diverse questioni. Tale evidenza è perfettamente dimostrabile persino dalle scelte politiche che l’avvocato ha fatto di recente, aderendo a Forza Italia, a sostegno della candidatura del presidente Musumeci. In merito, poi, all’avvocato Gazzarra era presidente del Cas nominato dal precedente governo e nel corso della mia amministrazione, componente del Cda, espressione dei soci di minoranza dell’ente”.

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