Appalti pilotati nella ristorazione: 4 arresti, c'è anche un palermitano

Operazione messa a segno dai carabinieri di Vicenza, scoperta associazione a delinquere che avrebbe commesso vari episodi di corruzione fra privati. Al vaglio la posizione di 45 persone

C'è anche un palermitano tra gli arrestati oggi dai carabinieri di Vicenza nell'ambito di un'operazione durata cinque mesi che ha sgominato un giro di tangenti nell'ambito del settore della ristorazione. Gli arrestati sono considerati "responsabili di associazione a delinquere finalizzata alla commissione di una pluralità di episodi di corruzione fra privati". Le indagini sono state avviate lo scorso novembre 2019, a seguito dell’esposto presentato dal presidente di una nota azienda del territorio vicentino, la “Serenissima Ristorazione S.p.A.”, leader a livello nazionale nel servizio di ristorazione in strutture pubbliche e private, con il quale la proprietà aveva espresso concreti dubbi circa la regolare condotta aziendale di alcuni suoi collaboratori.

Il palermitano che è stato arrestato è Ivan Antonino Cocheo, 36 anni, dipendente del gruppo Serenissima come responsabile area tecnica per il Sud Italia. E' stato sottoposto alla misura cautelare degli arresti domiciliari nella sua abitazione. Quattro in tutto gli arrestati. "Sfruttando la fiducia della proprietà - spiegano i carabinieri - i quattro orientavano sistematicamente le procedure di aggiudicazione degli appalti privati del gruppo a favore di imprese disponibili a riconoscere al sodalizio una percentuale dell’importo del contratto di forniture di opere o servizi. Il meccanismo messo in atto prevedeva la sottoscrizione di un fittizio contratto di procacciamento d’affari con una società creata ad hoc da Mattia Foffano (responsabile dell'area tecnica, arrestato anche lui), intestata al padre, pensionato, quale prestanome, da parte di alcuni dei fornitori di servizi e opere, che prevedeva una percentuale sull’importo del lavoro, da “devolvere” a questi quale indebita provvigione per la segnalazione".

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Dell’associazione facevano poi parte altri due dipendenti della Serenissima, tra cui Cocheo, che essendo responsabili dei cantieri, riferivano al diretto superiore se i lavori erano stati o meno eseguiti e soprattutto se le “provvigioni” erano state versate. Oltre al terzetto interno all’azienda c'era infine un imprenditore esterno, che fungeva da procacciatore d’affari, individuando le imprese a cui affidare i lavori e quindi chiedere le indebite “provvigioni”. Dalle indagini dei carabinieri, il ricavato dell’attività della banda criminale, per quanto al momento accertato, supera i 300 mila euro.

E' poi scattato il sequestro che ammonta a 331 mila euro, soldi rinvenuti su vari conti correnti nella disponibilità degli indagati. Nella stessa circostanza sono state anche eseguite sette perquisizioni locali, che hanno consentito di acquisire ulteriore interessante materiale probatorio. Tuttora al vaglio la posizione di altre 45 persone, rappresentanti e titolari di impresa, tutte deferite in stato di libertà poiché ritenute responsabili della sola corruzione tra privati per avere elargito tangenti.

“Sono molto soddisfatto dell’attività condotta dal personale del Nucleo Investigativo, sapientemente coordinato dalla Procura della Repubblica di Vicenza – afferma il colonello Nicola Bianchi, comandante provinciale dell’Arma di Vicenza – che in soli cinque mesi di articolate e complesse indagini è riuscito ad individuare e disarticolare una associazione a delinquere distribuita e ben organizzata su tutto il territorio nazionale, facendo emergere un sistema corruttivo particolarmente strutturato ai danni della nota azienda vicentina”.

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