Domenica, 14 Luglio 2024
Cronaca Bagheria

"Giro di tangenti al cimitero di Bagheria": condanna annullata per un impresario funebre

Ad Alessandro Paternostro - finito in un'inchiesta più vasta sulla presunta gestione irregolare del camposanto - erano stati inflitti un anno e 8 mesi sia in primo che in secondo grado. Ma la Cassazione ha disposto che venga celebrato un nuovo processo d'appello

Sarebbe stato sufficiente pagare - poche centinaia di euro - per evitare che la salma di un proprio caro finisse nel deposito del cimitero di Bagheria. E, secondo la Procura di Termini Imerese, anche Alessandro Paternostro, noto titolare di un'agenzia di pompe funebri nonché rappresentante della sua categoria, avrebbe pagato 10 euro per portare via la bara di una donna e farla seppellire in un altro Comune senza alcuna autorizzazione. Adesso, però, la Cassazione ha annullato con rinvio la condanna a un anno e 8 mesi rimediata con l'abbreviato sia in primo che in secondo grado dall'imputato.

Orrore a Bagheria: "bare aperte e salme gettate via" | Video

I giudici hanno accolto le tesi dell'avvocato Maurizio Savarese, che difende Paternostro, e hanno disposto che venga celebrato un nuovo processo d'appello per le accuse di corruzione e concussione. L'imputato è uno dei pochi ad aver scelto il rito alternativo: la maggior parte degli altri - una trentina in tutto  - hanno optato invece per il dibattimento.

Secondo la ricostruzione dei carabinieri e come era emerso in un'inchiesta del 2018, la figura centrale sarebbe stata quella di Pietro Mineo, custode del cimitero di Bagheria, che avrebbe coordinato diversi operai comunali, che si "sbarazzavano di corpi e cadaveri senza alcuna pietà pur di guadagnare denaro". Ed è proprio a Mineo che Paternostro avrebbe pagato i 10 euro per trasferire la salma.

In realtà - almeno così sostiene la sua difesa - l'episodio sarebbe frutto di un equivoco e l'imputato avrebbe l'unica colpa di essersi trovato nel posto sbagliato al momento sbagliato. Avrebbe infatti accompagnato un altro impresario funebre che si sarebbe occupato del funerale della donna e avrebbe anticipato la somma - una specie di mancia, per l'avvocato, e non certo una tangente - al suo collega.

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