Cronaca

"Tangenti e gare truccate all'Ast", l'azienda trasporti si costituisce parte civile contro se stessa

Nel processo a carico di tre imputati, tra cui l'ex direttore generale Andrea Ugo Enrico Fiduccia e l'ex presidente del Cda Carmelo Maria Tafuri, è stata ammessa anche l'istanza della ditta Barone Gomme, che per prima denunciò le presunte irregolarità nell'assegnazione degli appalti

L'Ast si costituisce parte civile contro... se stessa, in relazione al presunto giro di tangenti, conti e gare taroccati e assunzioni pilotate dalla politica, che erano emersi a febbraio dell'anno scorso con l'inchiesta "Gomme lisce" della guardia di finanza, coordinata dal procuratore aggiunto Sergio Demontis. L'azienda, assieme a Barone Gomme (rappresentanta dall'avvocato Giuseppe Di Peri), il cui titolare fu uno dei primi a denunciare presunte irregolarità nella gestione degli appalti, sono stati infatti ammessi come parti civili nel processo a carico dell'ex direttore generale dell'Ast, Andrea Ugo Enrico Fiduccia, dell'ex presidente del Cda Carmelo Maria Tafuri e di Teresa Salamone.

La guerra contro Barone Gomme: "Va estromesso"

Il dibattimento - nato dalla richiesta di giudizio immediato avanzata dagli stessi imputati - è appena iniziato davanti alla terza sezione del tribunale, presieduta da Fabrizio La Cascia. Anche il Codacons ha chiesto di costituirsi parte civile, ma i giudici si sono riservati. Venerdì scorso sono stati rinviati a giudizio altre nove persone coinvolte nello scandalo e per loro il processo inizierà il 5 giugno. E' molto probabile, però, che i due dibattimenti vengano riuniti.

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