Giovedì, 13 Maggio 2021
Cronaca

Giro di mazzette nell’eolico, cinque arresti della Finanza

Le indagini riguardano un gruppo imprenditoriale di Alcamo che opera anche in provincia di Palermo. L'azienda avrebbe beneficiato, grazie a tangenti, di illecite agevolazioni nella realizzazione di imponenti parchi eolici

Tangenti per la realizzazione di parchi eolici. Cinque persone sono state arrestate dal nucleo di Polizia tributaria della guardia di finanza di Palermo nell'operazione denominata "Broken wings", che ha coinvolto anche la provincia di Trapani. (Guarda il video)

Per tutti l'accusa è di tentata concussione, corruzione, emissione e utilizzo di fatture false. Le indagini, coordinate dalla Procura di Palermo e svolte dal gruppo Tutela spesa pubblica del nucleo di polizia tributaria, hanno riguardato un gruppo imprenditoriale con sede ad Alcamo (Trapani) ed operante da anni nel settore delle energie rinnovabili in Sicilia. Secondo gli investigatori, avrebbe beneficiato, grazie al pagamento di tangenti, di illecite agevolazioni nella realizzazione di imponenti parchi eolici.

Allo stato delle indagini, è stato accertato che il titolare del gruppo imprenditoriale ha elargito ad un infedele funzionario del Demanio la somma complessiva di circa 60.000 euro “mascherati” attraverso il pagamento di fittizie consulenze professionali commissionate al figlio del funzionario stesso, neo – laureato in ingegneria. Oltre al titolare del gruppo imprenditoriale, al funzionario infedele e a suo figlio, sono stati arrestati il rappresentante legale ed il socio di un società operante nel settore delle energie rinnovabili che ha emesso fatture false per l’importo complessivo di oltre 3.100.000 euro, che hanno permesso al gruppo imprenditoriale responsabile della truffa di costituirsi fondi neri da utilizzare per scopi illeciti, fra cui il pagamento di tangenti. L’imprenditore alcamese che ha messo in atto il particolare sistema corruttivo, è già noto alle cronache giudiziarie.

Già nel 2009, infatti, era stato destinatario, nell'ambito di un’altra inchiesta in materia di truffe sull'eolico, di un provvedimento di sequestro di beni, in applicazione della normativa antimafia,  per oltre 1,5 miliardi di euro disposto dal Tribunale di Trapani – Sez. Misure di Prevenzione. L’operazione era scattata al termine di una complessa indagine che aveva portato alla luce un articolato sistema di truffa ai danni dello Stato finalizzato all'indebita percezione di contributi pubblici proprio per la realizzazione di parchi eolici, oggi al centro delle indagini della guardia di finanza per il giro di tangenti.
Nel corso delle complesse indagini terminate con gli arresti delle fiamme gialle, sono stati eseguiti pedinamenti, appostamenti, perquisizioni e riscontri incrociati presso tutti i soggetti, istituzionali e imprenditoriali, interessati al rilascio dei “nulla osta” propedeutici alla realizzazione dei parchi eolici.

Sono stati inoltre eseguiti articolati accertamenti bancari per monitorare il flusso del denaro e individuarne, in tal modo, i destinatari finali .
Proprio questi ultimi accertamenti hanno permesso di evidenziare che, in prossimità del rilascio da parte dell’Ufficio cui era preposto del parere favorevole alla realizzazione di parchi eolici da parte di 4 società, tutte riconducibili al gruppo imprenditoriale alcamese, il funzionario ha eseguito sul suo conto corrente personale numerosi e consistenti versamenti di denaro liquido.

 

Si parla di
Sullo stesso argomento

In Evidenza

Potrebbe interessarti

Giro di mazzette nell’eolico, cinque arresti della Finanza

PalermoToday è in caricamento