Tangenti sull'appalto della "dorsale digitale", sentenza riformata: tre assolti in appello

I giudici della prima sezione hanno scagionato Dario Lo Bosco, ex presidente di Rfi, e i due ex dirigenti del Corpo forestale Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. L'inchiesta ruotava sulle presunte mazzette che un imprenditore avrebbe pagato per alcuni appalti

Dario Lo Bosco, ex presidente di Rfi @Ansa foto

Assolti in secondo grado dai reati di concussione e induzione indebita a promettere utilità. I giudici della prima sezione della corte d’Appello hanno scagionato Dario Lo Bosco, ex presidente di Rfi, e i due ex dirigenti del Corpo forestale dalla Regione siciliana, Salvatore Marranca e Giuseppe Quattrocchi. Nel processo in abbreviato, nato dopo gli arresti del 2015, il primo era stato condannato a 4 anni e 2 mesi mentre agli altri due era stata inflitta una pena di 4 anni e 6 mesi. L'inchiesta sulla quale aveva indagato la Squadra Mobile della polizia ruotava attorno a due distinte vicende che vedono protagonista un imprenditore agrigentino, Massimo Campione.

Lo Bosco era stato accusato di avere intascato presunte tangenti per 58 mila euro per spingere Rete ferroviaria italiana a comprare un sensore per il monitoraggio dell'usura delle carrozze dei treni affittate a terzi. Quattrocchi e Marranca erano invece accusati di aver ricevuto complessivamente circa 250 mila euro, il primo 149 mila euro e il secondo 90 mila euro. A fronte del pagamento i due avrebbero dovuto evitare qualsiasi intoppo relativo ai lavori di ammodernamento della rete di radiocomunicazioni della Forestale che l'imprenditore si era aggiudicato, vincendo un appalto di 26 milioni bandito dal Corpo forestale, la cosiddetta "Dorsale digitale".

Nel 2015 il titolare di una società di costruzioni venne fermato dalla polizia con una lista di nomi, con accanto cifre, appunti, totali e “subtotali”. Secondo l'accusa, rappresentata dal sostituto procuratore Claudio Camilleri, si trattava di una sorta di "libro mastro" delle tangenti. L'imprenditore agrigentino, allora titolare della Sistet tecnology, aveva collaborato con gli inquirenti e poi ha chiesto l'affidamento in prova ai servizi sociali per estinguere il reato. In questo modo è uscito dal processo che è stato celebrato in abbreviato. Con il dispositivo della corte d'appello è stata riformata la sentenza di primo grado, i tre imputati in abbreviato sono stati assolti perché i fatti non sussistono e sono state revocate le pene accessorie nonché le confische disposte nei loro confronti.

In Evidenza

Potrebbe interessarti

I più letti della settimana

  • Tragedia a scuola, morta bambina di 10 anni dopo una caduta durante l’ora di educazione fisica

  • Coronavirus, nuova ordinanza: Sicilia diventa zona gialla

  • Sicilia in zona gialla: cosa si può fare e cosa no dal 29 novembre

  • Covid, Musumeci firma nuova ordinanza: bar e ristoranti aperti dalle 5 alle 18, ok ai negozi nei festivi

  • L'esito dell'autopsia sul corpo della piccola Marta: "E' stata stroncata da un malore"

  • Scambio di morti per Covid all'obitorio del Civico, famiglia seppellisce la salma di un altro

Torna su
PalermoToday è in caricamento