"Grazie Amat per avere isolato le periferie": la protesta contro il taglio delle linee 906 e 923

Autori dell'iniziativa alcuni residenti della IV circoscrizione, che hanno dato vita a un sit davanti ai cancelli dell'azienda in via Roccazzo

La protesta dei residenti della IV circoscrizione in via Roccazzo

"Ridateci i bus", "Grazie per aver isolato le periferie". Sono solo alcuni dei cartelli esposti davanti alla sede dell'Amat di via Roccazzo. Autori dell'iniziativa alcuni residenti della IV circoscrizione, che hanno dato vita a un sit in contro il taglio di alcune linee. L'azienda di trasporto pubblico ha infatti deciso la soppressione delle linee 906 Calatafimi/Molara e 923 Boccadifalco/Baida e la riduzione oraria di altre corse. "Siamo isolati - lamentano i residenti - completamente abbandonati. Viviamo una situazione di forte disagio".

"Siamo indignati - dice il presidente della IV circoscrizione Silvio Moncada - oltre alle linee 906 e 923 che isolano le borgate di Baida, Boccadifalco e Borgo Molara hanno ridotto del 50% anche le linee intermedie che collegano i quartieri periferici del centro città. Di contro abbiamo notizia che l'Amat ha aumentato le corse per le linee che collegano la città con le borgate marinare e con Monte Pellegrino, addirittura con l'istituzione di alcuni bus navetta gratuiti. Non possiamo consentire che alcuni cittadini vengano privati dei diritti essenziali, impedendo di svolgere le semplici attività quotidiane come recarsi all'ufficio postale per la pensione, fare la spesa. Bisogna tagliare gli sprechi - conclude - e rimodulare tutte le linee in città per garantire il servizio pubblico a tutti".

Una delegazione di consiglieri è stata ricevuta dal presidente dell'Amat. "Il presidente Gristina - spiega Moncada - si è impegnato a verificare le condizioni affinché le due linee possano rientrare in funzione almeno fino al primo luglio, in queste settimane, garantendo almeno una corsa. Lunedì ci risentiremo. Abbiamo inoltre proposto di istituire presso le circoscrizioni degli sportelli con personale Amat per aumentare gli abbonamenti".

Presente anche Antonino La Barbera, segretario regionale dei Cobas settore trasporti, , segretario regionale dei Cobas settore trasporti. "Aver anticipato di 15 giorni rispetto agli anni passati la soppressione temporanea per i mesi estivi di ben dieci linee  - dice - è uno dei tanti sintomi della crisi dell’Amat che, con un parco mezzi ormai ridotto all’osso, ha enormi difficoltà a garantire un servizio di trasporto pubblico efficiente. Pur essendo prevista dal programma d’esercizio, la soppressione delle linee 906, 907, 923, 961, 971, 978, 837, 644, 318, 221 – che verranno ripristinate nel mese di settembre – aggrava la già precaria mobilità cittadina". “Vero è che d’estate, con la chiusura delle scuole, diminuisce il numero degli utenti di certe linee – sottolinea La Barbera – ma almeno si sarebbe potuto procedere con più gradualità. Non si possono isolare le periferie o penalizzare i collegamenti tra rioni, e con essi il diritto alla mobilità di varie fasce della popolazione, per dirottare i bus su percorsi ritenuti più redditizi. Il trasporto pubblico ha anche una funzione sociale, che non vorremmo sia sacrificata. Spiace perciò constatare che l’assessore comunale alla Mobilità Giusto Catania, dirigente di Rifondazione comunista, non abbia mosso un dito di fronte a questa decisione”.

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“Il Comune, socio unico di Amat, non ci venga a dire che l’utile di 70mila euro registrato dall’azienda sia indice di risanamento – aggiunge Corrado Di Maria, segretario provinciale Ugl-Autoferrotranvieri –. La verità è che l’Amat non riesce a ‘coprire’ la città con meno di 220 bus e non ha nemmeno trovato una soluzione per rilanciare l’officina. Basterebbero investimenti minimi per rimettere in strada 30-40 vetture ed evitare che in estate vengano soppresse ben dieci linee periferiche in un sol colpo”.
 

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