Cronaca

Tagli agli uffici nei quartieri: il Comune risparmia, protestano le circoscrizioni

"Smobilita" la postazione anagrafica della Zisa, stessa sorte per le sedi di Cuba e Passo di Rigano. Giusto Catania: "Risparmio annuo di 470 mila euro"

L'ultima postazione anagrafica in ordine di tempo a chiudere i battenti è stata quella di via Savagnone alla Zisa e prim'ancora quella di via Termini Imerese nel quartiere Cuba. Presto verrà lasciata pure la sede di via Adua, a Passo di Rigano, che sarà accorpata a quella di Borgo Nuovo quando la Circoscrizione si trasferirà in largo Pozzillo. Senza contare che dal 2011 al 2014 sono saltati altri quattro uffici decentrati (Tenente Anelli, piazza della Pace, Arenella, Villagrazia-Falsomiele).

Tagli effettuati per carenza di personale, luoghi di lavoro non idonei e dismissione di locali in affitto. Tutto messo nero su bianco in una delibera approvata dalla Giunta nell'agosto 2015. Parola d'ordine: razionalizzare le postazioni anagrafiche. "Un obiettivo di mandato raggiunto, che sta producendo un risparmio annuo di 470mila euro. In 4 anni abbiamo dismesso tutti gli affitti" dice soddisfatto Giusto Catania, assessore al Decentramento Giusto Catania. "Una 'fotografia' dello status quo', insufficiente a soddisfare la domanda degli utenti". Così Marco Frasca Polara, presidente dell'Ottava circoscrizione, secondo cui "è soprattutto la zona centrale ad essere penalizzata".

"L'Ottava circoscrizione - riferisce il presidente - al momento può contare solo sulla postazione di via Fileti, che si trova quasi a ridosso dell'Acquasanta. In pratica, i cittadini sono costretti a fare lunghi spostamenti. Se l'amministrazione comunale con la Ztl da un lato invita i palermitani a non usare le automobili private, dall'altro non offre servizi di prossimità. Perché la postazione anagrafica di via Libertà non viene riaperta? Eppure i lavori di ristrutturazione sono stati completati da diversi mesi". 

"I locali ci sono stati consegnati una settimana fa, serve del tempo per l'allestimento dell'ufficio", replica Catania che annuncia dalla prossima settimana il nuovo assetto basato su due grossi poli demografici: viale Lazio - dove oltre all'anagrafe, verrà portato anche lo Stato Civile - e piazza Giulio Cesare. Attorno a questi due poli ruoterà tutto il sistema della postazioni decentrate. La delibera approvata dalla Giunta ne prevede due per circoscrizione, eccetto alla Settima e alla Quarta (dove ce ne saranno tre). A conti fatti 18 - di cui due ancora da istituire - rispetto alle attuali 17. Nell'atto, oltre all'esigenza di risparmiare sui locali in affitto, l'amministrazione ritiene che l'implementazione delle certificazioni online abbia diminuito la necessità di ricorrere allo sportello. "Abbiamo 75mila utenti iscritti al portale dei servizi online - spiega l'assessore Catania -. Inoltre con le autocertificazioni, negli ultimi anni, l'attività di rilascio dei certificati ha avuto un calo dell'85%".

Ci sono però una serie di servizi che gli utenti devono obbligatoriamente fare di presenza nelle postazioni anagrafiche: carte d'identità, cambi di domicilio, rilascio di tessere elettorali, pass zone blu, atti di nascita, pubblicazione di matrimoni, ecc... In questi casi il problema - lo abbiamo verificato in vari uffici - non è tanto il fatto che non ci sia personale a sufficienza. Ma che siano in pochi gli impiegati abilitati ad erogare i servizi e ad istruire le pratiche. Il solito vecchio problema: negli uffici decentrati ci sono più uscieri che amministrativi. "Non si può giustificare la riduzione delle postazioni anagrafiche - sostiene Frasca Polara - dicendo che ormai i certificati si possono fare online. Sono ancora molti i servizi che gli utenti devono richiedere allo sportello e sono quelli in cui si registra il grosso dell'affluenza".

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