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Dipendenti e utenti all'assemblea nell'ospedale di Cefalù

Dipendenti e utenti all'assemblea nell'ospedale di Cefalù

Cefalù, 5 reparti a rischio chiusura al San Raffaele Giglio: lavoratori in assemblea

Tensione nella struttura sanitaria che presto potrebbe perdere, oltre al "punto nascite", Oncologia, Neurologia, Emodinamica, Urologia e Chirurgia vascolare. Levata di scudi bipartisan per difendere quella che viene considerata un'eccellenza

Tensioni e paure hanno invaso l’ospedale di Cefalù, dove si rischia la chiusura di cinque reparti e il licenziamento di 150 persone. E’ in corso al San Raffaele Giglio un’assemblea dei dipendenti della struttura sanitaria che entro la giornata si incontreranno anche con il sindaco Rosario Lapunzina. Alle 13 è prevista la conferenza stampa del presidente della fondazione Giovanni Albano, il quale nel pomeriggio incontrerà anche i sindaci del distretto sanitario di Cefalù. La situazione è stata determinata dal percorso intrapreso dall’assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi, che ha parlato di una "riforma complessa e fondamentale per salute dei cittadini". Con questa operazione l’ospedale di Cefalù viene retrocesso da azienda di riferimento nazionale a struttura di interesse locale.

Da giorni l'aria che si respira non è delle migliori al San Raffale Giglio, dove potrebbero presto chiudere i reparti di Oncologia, Neurologia, Emodinamica, Urologia e Chirurgia vascolare, comportando così la perdita di circa sessanta posti letto. Stessa sorte sembrerebbe toccare anche al "punto nascite", dove non si arriva ai 500 parti l’anno. La vicenda è rimbalzata da Palermo a Roma, interessando assessorati e ministero, con una levata di scudi dei partiti di destra e sinistra e dei sindacati che ritengono di una gravità inaudibile il trattamento riservato alla struttura sanitaria, agli utenti e ai dipendenti. "Ci chiediamo - dichiara il sindaco Lapunzina - rispetto agli impegni assunti appena un anno fa, quali obiettivi persegue la Regione siciliana che, è bene ricordarlo, è socio fondatore, assieme al Comune di Cefalù, all'Asp di Palermo, all'azienda ospedaliera Villa Sofia-Cervello di Palermo e all'azienda ospedaliera Civico-Di Cristina-Benfratelli di Palermo".

"E' una delle strutture più qualificate della Sicilia, che ogni anno conta 7.200 ricoverati. Per questo il ridimensionamento dell’ospedale di Cefalù è inaccettabile. Siamo pronti - dice Enzo Tango, segretario generale della Uil Fpl Sicilia - a dare battaglia affinché non venga chiuso alcun reparto in una struttura di così alto livello". Accesi i torni anche del segretario generale della Cisl Fp Palermo Trapani, Lorenzo Geraci: "Siamo pronti a una lotta senza tregua affinché si accendano i riflettori su questa decisione irragionevole e si comprenda la necessità di fare marcia indietro". "Polemico il senatore Francesco Scoma di Forza Italia: "Chiedo uno sforzo in più ai deputati nazionali e regionali del Pd, cioè il partito che vuole azzerare l'ospedale di Cefalù. Questa è una faccenda seria, le chiacchiere e i lanci d'agenzia non servono a nulla. Si riuniscano, se ne sono capaci, discutano e risolvano il problema".

"Crocetta e Gucciardi - dichiara l'onorevole Giuseppe Milazzo di Forza Italia - tornino in sè. Il Giglio di Cefalù non si tocca, le eccellenze non si toccano. Nel presentare l'interrogazione, opportunamente annunciata dal nostro capogruppo, ci presenteremo in aula, io e i miei colleghi forzisti, con un giglio in mano e lo faremo diventare il simbolo della nostra rivolta. Una rivolta sanitaria, contro un governo regionale che i fiori più belli della nostra terra si preoccupa di reciderli, anziché curarli".

"L'ospedale Giglio di Cefalù ha rappresentato e rappresenta un importante punto di riferimento, non solo per il suo territorio. Ho avviato - dice Alice Anselmo, presidente del gruppo Pd all'Ars - una interlocuzione con l'assessore regionale alla Salute Baldo Gucciardi ed ho avuto rassicurazioni su un dialogo già in corso con il Ministero con l'obiettivo di poter continuare a mantenere un alto livello di offerta delle prestazioni sanitarie da parte della struttura".

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