Mercoledì, 4 Agosto 2021
Cronaca

Un triciclo di cartone diventa un'opera d'arte: l'idea di un architetto palermitano

T-Riciclo, un cubo pensato per “Cartone riciclato ad arte”, la mostra destinata ad un’asta benefica contro la leucemia infantile. L'opera è stata realizzata da Vittorio Catania insieme a due studenti diversamente abili della scuola media statale “Rinascita Livi” di Milano

Vittorio Catania insieme ai due studenti

Un triciclo di cartone diventa un’opera d’arte ma non solo. L’idea? Di Vittorio Catania, architetto palermitano d’abilitazione, insegnante di sostegno di professione. La realizzazione? Ad opera di due studenti “speciali”, diversamente abili, della scuola media statale “Rinascita Livi” di Milano. E’ così che nasce T-Riciclo, un cubo di cartone pensato per “Cartone riciclato ad arte”, la mostra promossa da Comieco e dall’associazione culturale NoiBrera che sarà allestita negli spazi di Stecca 3.0 a Milano - dal 24 al 31 marzo - destinata ad un’asta benefica contro la leucemia infantile.

Un cubo di 21 centimetri per lato, così, si trasforma ironicamente in un triciclo proprio nel mese dedicato al riciclo di carta e cartone. E’ dal gioco di parole che, però, nasce l’idea che diventa arte: “T-riciclo”è un esempio di come carta e cartone, recuperati, lavorati e trasformati, possono vivere una seconda vita nuova e inedita, diventando opera d’arte. Sta qui l’intuizione di Vittorio Catania, trentacinquenne palermitano che, nella capitale meneghina, ha messo momentaneamente da parte l’AutoCad degli architetti per dedicarsi al sociale, trasformandosi in un insegnante di sostegno.

Ottanta gli artisti che hanno donato le loro opere che, il 27 marzo, saranno battute all’asta al miglior offerente. Sono 81 gli artisti a partecipare. L’unico, però, a partecipare coadiuvato da due studenti diversamente abili è stato Vittorio Catania. “Sono due ragazzini geniali, che hanno bisogno che qualcuno creda in loro come io ho creduto e credo in loro” ha spiegato a Palermo Today. Si tratta appunto di Ciro Saggese, di 12 anni originario di Castellammare di Stabia, e di Leonardo Manfreda, 15enne di Milano. “Hanno fantasia, passione, amore per tutto ciò che fanno - prosegue l’insegnante -. Per loro e per le loro famiglie è importante partecipare”.

Un gioco di parole, così, riporta all’infanzia ma con uno sguardo rivolto al futuro. L’opera di Vittorio Catania è stata realizzata con il sostegno di Anna Pumpo, che dirige la scuola media che Ciro e Leonardo frequentano, e delle insegnanti Noemi Marcantonio, Rosalia Marino e Micol Lodi-Rizzini, insieme all’educatrice Roberta Cancellaro. “La scuola ci ha consentito di trasformare le aule in un laboratorio pieno di colori, suggestioni ed emozioni - conclude Catania -. Parafrasando una celebre frase mi sento di dire che le persone normali lasciano un segno, quelle speciali un sogno. E Ciro e Leonardo sono due genietti che hanno dato vita a un piccolo sogno”.

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