Cronaca

Giovane trovato impiccato a Ventimiglia, la famiglia: "Non si è ucciso, si faccia subito l'autopsia"

La vittima è Massimo Melluso, 31 anni, originario di Villaricca (Napoli) che viveva da diversi anni in provincia di Palermo con il suo compagno. Il decesso risale al 26 giugno e per il medico legale non vi sarebbero segni di violenza sul corpo. "Era sereno e non aveva motivi per togliersi la vita, qualcuno ha usato il suo cellulare dopo il decesso"

Massimo Melluso

Impiccato a una trave nel capanno dove allevava conigli, a Ventimiglia di Sicilia. E' così che è stato ritrovato il 26 giugno Massimo Melluso, 31 anni, conosciuto da tutti come "Alessio", originario di Villaricca, in provincia di Napoli, ma che già da diversi anni viveva in provincia di Palermo, assieme al suo compagno. La famiglia del giovane, però, non crede al suicidio e, attraverso l'avvocato Beniamino Esposito, ha chiesto formalmente alla Procura di Termini Imerese che venga eseguita l'autopsia sulla salma.

I resti di Melluso nel frattempo sono già stati trasferiti in Campania, anche perché la sua famiglia ha maturato dei sospetti sul decesso soltanto nei giorni successivi, tanto che la stessa notizia del suicidio è trapelata solo ora. In particolare, come spiega il legale dei parenti, il telefono della vittima sarebbe stato utilizzato anche dopo la sua morte, sarebbero stati compiuti degli accessi sul suo profilo Facebook e, soprattutto, ad avvertire del presunto suicidio non sarebbe stato il compagno del giovane, che pure ne avrebbe ritrovato il corpo senza vita, ma direttamente i carabinieri.

In base alle informazioni fornite a PalermoToday dall'avvocato, la relazione tra Melluso e il compagno sarebbe iniziata almeno 7 o 8 anni fa e la vittima si sarebbe trasferita per questo in provincia di Palermo, dove gestiva un agriturismo. "A Ventimiglia lo conoscevano tutti - racconta il legale - stava bene e non ha mai subito alcun tipo di discriminazione per il suo orientamento sessuale". Melluso avrebbe parlato con la sorella la sera prima della morte, il 25 giugno: "Era sereno come sempre - afferma ancora l'avvocato - e nulla lasciava presagire che di lì a poco potesse solo pensare di suicidarsi".

Il corpo senza vita del giovane sarebbe stato ritrovato il giorno dopo dal compagno, impiccato nel capanno in cui insieme allevavano conigli. "A tagliare la corda sarebbe stato un parente del compagno - dice ancora il legale - ma la famiglia di Massimo è stata avvertita nel pomeriggio direttamente dai carabinieri. Inizialmente, anche per il dolore e la tragicità del momento, nessuno ha avuto sospetti. Il medico legale ha stabilito che non c'erano segni di violenza sul corpo e ha concluso per il suicidio, restituendo la salma al ragazzo di Massimo. I miei assistiti sono venuti in Sicilia per recuperarla e portarla a Villaricca. Ora è custodita dall'agenzia di pompe funebri".

L'avvocato ha sollecitato la Procura perché a questo punto venga eseguita l'autopsia sul corpo di Melluso e si facciano tutti gli accertamenti del caso per verificare se effettivamente si sia trattato di un suicidio. 
 

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